Mercoledì 04 Dicembre 2013

Spariti tre milioni presi in prestito

Nei guai consulente e imprenditore

Denaro contante

Ricorso abusivo al credito, bancarotta fraudolenta aggravata e violazioni tributarie varie. Sono le accuse che hanno portato il gip di Piacenza a emettere quattro ordinanze di custodia cautelare nei confronti di altrettanti imprenditori finiti nel mirino di un’indagine congiunta tra Italia e Slovenia.

I quattro sono accusati di essersi fatti prestare da alcune banche locali una cifra totale di circa 3 milioni di euro presentando fideiussioni fittizie come garanzia, ma di essersi poi intascati quel denaro dopo averlo spostato, utilizzando fatture per prestazioni inesistenti su conti intestati a società slovene che loro stessi avevano creato ad hoc.

A informare la Guardia di Finanza di Pavia e la Procura della Repubblica di Piacenza che qualcosa non andava tra i conti di quelle società all’estero sono stati gli inquirenti della Slovenia in seguito ad alcuni controlli fiscali.

Al contempo sono scattate le indagini delle fiamme gialle, e in breve si è arrivati sulle tracce dei quattro: si tratta di una donna di 41 anni originaria della provincia di Pavia ma titolare di una ditta di autotrasporti a Piacenza; di un consulente finanziario bergamasco di 44 anni, di un 58enne di Firenze e di un altro bergamasco di 67 anni. Tutti a vario titolo, secondo la finanza, legati alle società italiane che avevano ottenuto i tre milioni di euro dalle banche. La donna è ai domiciliari, un uomo è in carcere mentre altri due sono ancora irreperibili.

Il capo della procura di Piacenza Salvatore Cappelleri e il pm Antonio Colonna hanno evidenziato una particolarità importante di questa indagine, cioè la stretta collaborazione con gli inquirenti sloveni. Collaborazione che ha portato a sveltire i tempi relativi alle procedure di indagine tramite lo scambio dei fascicoli, e resa possibile da Eurojust.

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