Stefano Caglioni dal Carisma: «Questo posto merita un quadro»

Stefano Caglioni dal Carisma:
«Questo posto merita un quadro»

Chi non conosce Stefano Caglioni? Ha riempito tanti muri della città di sue creazioni e oggi è un «nome» tra gli appassionati della sua arte pittorica. Vive da alcuni anni al Gleno e ora è al Carisma.

Allora, Stefano, prendi il primo? Oggi c’è risotto alle zucchine e taleggio». Lui è seduto al tavolo con un ospite anziano, alza gli occhi vivaci, sorridenti come sempre, e guarda l’inserviente. «Certo, spero proprio che sia buono». Poi fa un cenno e ti fa accomodare: «Chiacchieriamo un po’, oggi sono molto contento».

Stefano è Stefano Caglioni, l’artista che tutta Bergamo ha imparato a conoscere, da quando ormai parecchi anni fa passeggiava per le vie del centro e chiedeva ai passanti una sigaretta, o discettava con sconosciuti di filosofia; è Stefano Caglioni che ha riempito tanti muri della città di sue creazioni e che oggi è un «nome» tra gli appassionati della sua arte pittorica (le sue tele vanno a ruba nei «salotti» cittadini): oggi Stefano è al Carisma. Da alcuni anni vive al Gleno, la madre va a trovarlo tutti i giorni: «Qui mi hanno rimesso in piedi. Prima avevo un buco nella gola e non mangiavo da solo. Ora dipingo di nuovo. E vivo tranquillo».

È una star tra gli altri ospiti, che non fanno più caso alla corona di spine tatuata sulla fronte, e lui chiede spesso di poter avere pennelli e colori. «Ecco, questo nuovo posto mi piace molto perché è pieno di luce. È cosi luminoso che merita sicuramente un quadro. Presto dipingerò questa nuova casa, voglio trasmettere la mia gioia per questo Carisma, si chiama così, su una tela». E Stefano dice che sa già cosa ci metterà su quella tela: tanti fiori, tantissimi, e molti alberi. «Questo posto, rispetto a dove stavamo prima, è certamente di stampo ultramoderno. Una vera bellezza architettonica. Ma anche se fuori mi hanno detto che ci sarà un grande bel giardino, dentro ci vedrei sicuramente molte piante. Ecco, così sarà il mio quadro. Chissà, magari poi lo espongono qui.


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