Giovedì 29 Maggio 2014

Sul treno in condizioni disumane

«Per terra tra sporco e caldo choc»

Pendolari sul Milano-Bergamo

Va bene lo sciopero, ma viaggiare come in un carro bestiame, seduti in terra in carrozze sporche e quel che è peggio a temperature d’altoforno non ci sta bene. È così che scrive una lettrice a L’Eco di Bergamo, esasperata dalla tratta Milano-Bergamo sul treno delle 18.10, «partito in condizioni disumane».

«Dopo una giornata di scioperi che hanno causato disagi ai passeggeri abbonati (che perciô hanno pagato il servizio in anticipo) - continua la lettera -, il treno delle 18.10 è partito in condizioni vergognose: siamo stipati come bestie, seduti in terra in carrozze sporche e in un caldo incredibile. I vagoni, rimasti probabilmente al sole per tutta la giornata, non solo non sono dotati di aria condizionata ma hanno finestrini (minuscoli) che possono essere aperti solo dal capotreno e ovviamente sono chiusi».

«Fa caldissimo, respirare non è semplice e l’aria è appestata. La puzza è insopportabile. Ovviamente muoversi tra una carrozza e l’altra non è possibile».

E questa lettrice non è la sola a scrivere, con un’altra pendolare che percorre quotidianamente la tratta Treviglio-Milano: «Nei giorni di sciopero raggiungiamo livelli di “disagio” da Terzo Mondo, con tutto rispetto per quest’ultimo - commenta -. Il Brescia delle 18.15 da Milano Centrale è pieno all’inverosimile, tanto che alla fermata di Lambrate la gente ha rinunciato a salire. Ma questo sarebbe il meno, del resto c’era lo sciopero. Le carrozze probabilmente originali degli anni Cinquanta, non sono attrezzate con aria condizionata e non tutti i finestrini si possono aprire. Senza contare che prima di partire il treno ha sicuramente sostato fuori dalla stazione al sole per qualche ora. Diversamente non si spiegherebbero i 50 gradi attuali».

«Nei mesi scorsi ho scritto diverse email all’Assessore Regionale alle Infrastrutture e Mobilità per denunciare ritardi e mal funzionamenti vari- conclude la lettrice -. Non ho Mai ricevuto risposta e ora, se non mi sbaglio, non è nemmeno più assessore».

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