Giovedì 19 Dicembre 2013

Tangenti, ex dirigente regionale accusa:

braccio destro di Formigoni mi pressava

L'area della discarica a Cappella Cantone

Tangenti:ex dirigente,’braccio destro’ Formigoni mi pressava - Inchiesta su discarica amianto, ’Presidenza voleva via libera’ (ANSA) - MILANO, 19 DIC -

Anche l’ex dirigente del settore rifiuti Dario Sciunnach, come il suo predecessore Roberto Cerretti, ha raccontato di aver subito “pressioni” dai vertici della Regione Lombardia per il rilascio dell’autorizzazione integrata ambientale per la discarica di amianto di Cappella Cantone (Cremona).

Lo ha messo a verbale davanti ai pm di Milano nell’ambito dell’inchiesta su un presunto giro di tangenti che vede tra gli indagati anche l’ex governatore Roberto Formigoni. In particolare, Sciunnach, nella sua testimonianza del 31 gennaio 2012 depositata con la chiusura delle indagini, ha chiarito di aver subito “pressioni” dalla “Presidenza il cui segretario è Sanese”.

Si tratta di Nicola Maria Sanese, l’ex capo della segreteria di Formigoni, quando il Celeste guidava la Giunta. Sanese, secondo l’ex funzionario, “insieme alle altre direzioni generali, aveva manifestato un forte interesse e una forte premura alla risoluzione dei problemi amministrativi collegati all’autorizzazione integrata ambientale”. Sciunnach nell’aprile 2011 aveva sostituito Cerretti, che - stando alle indagini - non aveva voluto firmare l’autorizzazione ed era stato trasferito. “Fin da subito ho percepito - ha raccontato Sciunnach ai pm - che vi era un interesse particolare a risolvere in breve tempo il problema della compatibilità della discarica di amianto con il vigente Piano Cave di Cremona”.

L’11 aprile 2013 è stato sentito come teste a verbale anche l’ex ’braccio destro’ di Formigoni, Sanese, il quale ha però escluso “categoricamente di aver chiesto a Sciunnach di procedere al rilascio dell’autorizzazione di interesse di Locatelli”, l’imprenditore che, secondo l’accusa, avrebbe pagato mazzette per il via libera alla discarica. “Col senno del poi - ha aggiunto Sanese - posso affermare che sarebbe stato opportuno non concedere l’autorizzazione, ma all’epoca dei fatti non avevo riscontrato illeciti interessi da parte dei miei interlocutori”. (ANSA).

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