I pendolari per il guasto di Melzo:  «Ora si sconti l’abbonamento 2015»

I pendolari per il guasto di Melzo:
«Ora si sconti l’abbonamento 2015»

II Comitato Pendolari Bergamaschi è sul piede di guerra e ha preparato una richiesta formale a Regione Lombardia per stabilire una percentuale di bonus sugli abbonamenti 2015, per il risarcimento dei pendolari coinvolti nei giorni di fortissimi disagi causati dal guasto a Melzo.

Una presa di posizione molto netta e necessaria dopo le ultime settimane, fanno sapere i viaggiatori bergamaschi. «A seguito dei pesanti disservizi resi ai viaggiatori – pendolari e occasionali – sulle direttrici Bergamo-­Milano via Pioltello, Verona-­Milano, Brescia-­ Milano, Cremona-­Milano, linee suburbane S5 e S6 a causa dell’inondazione della centralina della stazione di Melzo, il Comitato pendolari bergamaschi ritiene fondamentale chiedere a gran voce che Regione Lombardia, fornitore del servizio di TPL ferroviario, sappia dare una risposta chiara che c omprenda un bonus economico che potrà essere erogato tramite sconto su un abbonamento 2015 di un mese da definire, esteso a tutti gli abbonati in misure diverse ma che compensi chiunque abbia dovuto viaggiare nel mese di novembre a bordo dei nostri treni (abbonamenti mensili, abbonamenti integrati, tessere IoViaggio)».

A fronte di una larga partecipazione dei pendolari bergamaschi tramite commenti, post su Facebook, e-mail inviate al comitato, sono state infatti molte le persone a suggerire al gruppo di pendolari «di organizzare uno sciopero del pagamento dell’abbonamento o, in ogni caso, a farci portatori di cosidette “azioni forti” di protesta».

«Abbiamo a maggioranza preso una decisione che segue i principi del nostro statuto e della nostra linea. Riteniamo pertanto che tale forma di protesta, pur comprensibile, non sia la più adatta a spingere la Regione Lombardia a rivalersi nei confronti di Trenitalia/Trenord e, se possibile, di Rfi. Pertanto il comitato non aderirà a tale forma di protesta ma agirà secondo l’indirizzo sopraesposto votato a maggioranza».


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