Venerdì 26 Settembre 2014

Tribunale, ok per l’ampliamento

Le risorse? ripartirle sulla provincia

L’edificio di via Sant’Alessandro che doveva ospitare la scuola di magistratura

Da Roma è arrivato il via libera ufficiale all’ampliamento per il Tribunale. Il ministero della Giustizia ha confermato nero su bianco quello che in via informale aveva già comunicato ad aprile all’ex sindaco Franco Tentorio, dopo la visita in via Borfuro dei suoi funzionari: il Palazzo di giustizia di Bergamo scoppia e ha necessità di nuovi spazi.


Spazi che la vecchia amministrazione – al Comune per legge spettano le spese per la giustizia, affitti, locali, utenze, che poi vengono rimborsate dal ministero – aveva individuato nell’immobile di proprietà della Curia, in via Sant’Alessandro, dove doveva finire la scuola di magistratura, poi dirottata in Toscana. Scelta che anche la Giunta Gori ha confermato, arrivando a un’intesa con la proprietà per un canone annuo di 180 mila euro. Il contratto non è ancora stato firmato, per formalizzarlo si aspettava l’ok ufficiale del ministero che è arrivato venerdì.

Il tema spese per la giustizia è sul tavolo della Giunta Gori: oggetto di un approfondimento, «non perché ci vogliamo sottrarre. La legge ci impone di provvedere e così facciamo – spiega l’assessore al Bilancio e vicesindaco Sergio Gandi – . Ma l’analisi dei costi che sta riguardando tutte le voci del nostro bilancio è giusto che sia estesa ai costi che il Comune sostiene per conto terzi». Quindi alle spese per il Tribunale.

E l’orizzonte si allarga: «Non possono essere solo i cittadini di Bergamo a sostenere le spese della giustizia che riguardano tutta la provincia. Le cause pendono a Bergamo per competenza territoriale, ma magari sono proposte altrove. In più è giusto ed eticamente auspicabile che tutti contribuiscano a farsi carico di questo tema».

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