Giovedì 19 Giugno 2014

Un biglietto sulla tomba di Yara

«Giustizia terrena è arrivata»

Poche parole su un foglietto: «Riposa in pace, forse la giustizia terrena è arrivata. Ciao piccola Yara». Uno scritto anonimo, un pensiero lasciato sulla tomba della ginnasta, nel cimitero di Brembate Sopra.

Quel camposanto che si affaccia sulla via da cui la ragazzina sparì nell’inverno del 2010. Gli occhi vispi della 13enne e il suo sorriso illuminano il granito. La lastra, dal funerale, è cosparsa di fiori e di alcuni pupazzetti scoloriti dai lunghi mesi trascorsi. Mesi senza sapere chi l’avesse portata via alla sua famiglia, chi le avesse fatto del male. Fino a lunedì quando i media di tutta Italia hanno dato la notizia tanto attesa: il fermo del presunto assassino.

Da quel momento chi ha nel cuore Yara è tornato dove le aveva dato l’ultimo saluto. È tornato con rose bianche e arancioni, appoggiate tra le preghiere. Petali umidi di pioggia e lacrime. Qualcuno ha portato un rametto di fiori rossi, qualcun altro un vasetto bianco con il messaggio senza firma. Qualcuno passa e si ferma solo per dare ancora un saluto, per un bacio ancora. È qui che vogliono ricordare Yara, qui dove dorme il suo sonno eterno. Non al campo di Chignolo d’Isola, dove è terminata la sua giovane vita.

Al cimitero il foglietto, scritto a mano, termina con un saluto, è semplice: «Ciao piccola Yara». Come a dire, ora ti possiamo davvero lasciare andare.

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