Sabato 28 Aprile 2012

Un cervo di 700 mila anni fa
nuovo tesoro del museo Caffi

Perfettamente integro un cervo del Pleistocene, un capolavoro della natura, che da sabato 28 aprile ha una nuova dimora al Museo di Scienze «E. Caffi». Tanti visitatori, tra i quali numerosi bambini, l'hanno ammirato stamattina nella sua magnificenza.

All'inaugurazione sono intervenuti Claudia Sartirani, assessore alla Cultura e Spettacolo del Comune di Bergamo, Raffaella Poggiani Keller, Soprintendente ai Beni Archeologici della Lombardia e Anna Paganoni, direttore dell'Istituto di Geologia e Paleontologia del Museo Civico di Scienze Naturali. 

L'esemplare completo di fossile di cervo del Pleistocene medio, scoperto a Sovere grazie a una campagna di ricerca in una successione di depositi lacustri e glaciali, noti agli addetti ai lavori come appartenenti al «bacino di Pianico-Sellere», era stato trasportato al museo il 10 luglio 2001.

Le tenere rocce del fondo dell'antico lago scomparso sono oggi naturalmente incise in una forra dalle acque del Torrente Borlezza, un corso d'acqua che dopo un tortuoso percorso sfocia nel Lago d'Iseo nei pressi di Castro. La successione rocciosa chiara e ben stratificata, l'abbondanza di resti fossili vegetali e occasionalmente animali sono stati motivi di interesse per studiosi ed appassionati di geologia fin dal 19° secolo.

Lo scavo di emergenza, condotto nel 2001 dall'Istituto di Geologia e Paleontologia del Museo, consentì di scoprire lo scheletro completo di un notevole esemplare adulto di cervide appartenente alla specie Cervus acoronatus risalente ad oltre 700.000 anni fa. Ma, oltre al cervo, la campagna di ricerca permise di individuare e recuperare altri 1.600 reperti paleontologici per lo più costituiti da semi, foglie e rami ma anche insetti e frammenti di pesci.

Oggi il reperto è collocato in forma permanente nella teca che lo conserva in condizioni di umidità controllata, dopo dieci anni di intenso lavoro di preparazione e studio, e costituisce un nuovo importante riferimento nel percorso espositivo del museo. L'esemplare rinvenuto nel bacino pleistocenico di Pianico–Sellere, è spettacolare, Si tratta infatti dello scheletro completo di un maschio adulto, dotato di un imponente e robusto palco con ramificazioni e pugnali terminali.

È disteso in perfetta connessione anatomica nei fini sedimenti depositati sul fondo di un lago oggi completamente prosciugato ed eroso dal torrente Borlezza. Ottimo il suo stato di conservazione, spettacolare e rara la disposizione naturale delle parti scheletriche nella matrice di roccia carbonatica di impalpabile consistenza.

Ogni anno, nel tardo autunno o in inverno, le corna dei cervi cadono, per ricrescere l'anno successivo in primavera maggiori delle precedenti; questo è avvenuto anche per l'esemplare fossile appartenente a una specie estinta da oltre 500.000 anni, scivolato sul fondo del lago che colmava la stretta valle Borlezza.

Diverse ipotesi sono state formulate sulle cause della morte di questo imponente animale, ma lo scheletro sia pure schiacciato, è integro e non riporta evidenti tracce traumatiche. Anche le sue dimensioni sono imponenti: il cervo di Sovere ha un'altezza al garrese di 150 cm e una lunghezza di ogni ramo del palco completo di 120 cm; probabilmente raggiungeva e superava i 250 kg di peso.

Il recupero del reperto, la realizzazione di un laboratorio temporaneo utilizzato dei tecnici per completare lo scavo e il consolidamento del cervo sotto gli occhi dei visitatori del museo, l'allestimento della nuova sala espositiva, hanno già visto la collaborazione di enti e privati che hanno condiviso con questo istituto il percorso di scoperta, studio ed esposizione.

Un percorso difficile di 11 anni di intenso lavoro che ha portato all'esposizione dell'unico esemplare completo di una specie estinta di cervi. La stretta collaborazione tra questa Amministrazione Civica, l'Istituto di Geologia e Paleontologia del Museo Civico di Scienze Naturali e l'Associazione Amici del Museo Civico di Scienze Naturali , il sostegno economico e la condivisione di obiettivi con la Fondazione della Comunità Bergamasca Onlus, e la Regione Lombardia - Assessorato alle culture, identità e autonomie - Direzione Musei, hanno permesso la progettazione e la realizzazione della nuova sala di esposizione.

L'allestimento prevede nei prossimi mesi la realizzazione di alcune vetrine che accoglieranno i documenti fossili per completare il quadro paleogegrafico e paleocologico È stata realizzata la grande struttura vetrata che risponde ai criteri di visibilità e conservazione necessari ad accogliere il cervo fossile, imponente ma fragile.

Il cervo è esposto in posizione orizzontale perché teme l'azione della forza di gravità ed è nella naturale condizione di giacitura all'interno degli strati che lo hanno fossilizzato. Il reperto teme la ciclicità climatica giornaliera e stagionale, la teca è isolata e climatizzata. La teca è dotata di innovativi sistemi di apertura e trasferimento per il controllo dello stato conservativo.

Il reperto, conservato nell'originale matrice rocciosa, è custodito ora in uno scrigno di cristallo dall'atmosfera immateriale, capace di far rivivere un salto temporale di settecentomila anni.

m.sanfilippo

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