Un parà in prima linea per la pace
«Centrafrica, un Paese allo stremo»

Matteo Gagliardi, da via Quarenghi al martoriato Paese africano: un guastatore della Folgore impegnato a favore delle popolazioni povere. Una missione dura «ma segue sempre i risultati dell’Atalanta sul sito de L’Eco di Bergamo».

La Libia, la Bosnia, il Kosovo, l’Afghanistan e ora il Centrafrica, terra poverissima e devastata da un terribile conflitto interno. Matteo Gagliardi è un caporal maggiore dell’Esercito, appartenente all’8° reggimento genio guastatori della brigata paracadutisti Folgore di Legnago: da 2 settimane presta la sua opera nel martoriato Paese africano nella missione multinazionale Eufor Rca in Centrafrica, che conta un totale di 750 soldati di 13 Paesi.

«Da dieci anni faccio il guastatore e a Bangui ho un incarico tecnico come operatore di attrezzature speciali idrauliche. La popolazione ci ha accolti bene , non ci sono particolari rischi ma c’è sempre un nucleo di sicurezza che ci segue» spiega Gagliardi, bergamasco di via Quarenghi.

Il suo è un racconto di un Paese allo stremo: «Il principale problema qui è la malaria, e per fortuna non ci sono mai stati casi di Ebola. La città è densamente abitata, ci sono moltissimi bambini, e la povertà è diffusa. Poche strade sono asfaltate, l’elettricità e l’acqua non arrivano in tutte le case, ci sono più di 20 mila rifugiati fuggiti dalla guerra civile». Una missione dura, dove non mancano però i momenti di relax: «Internet è lento ma funziona. Io lo uso per tenermi aggiornato su quello che succede a Bergamo, leggo sempre il sito de L’Eco. E soprattutto mi tengo aggiornato sui risultati dell’Atalanta,

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