Lunedì 04 Agosto 2014

Una mamma a spasso per Bergamo

«In città ci si sente poco sicuri»

Mamma con bambini in una foto d’archivio

Cambia la percezione della sicurezza e la città la si guarda con occhi diversi. Forse perchè in pieno giorno, a spasso per Bergamo, ci si sente meno sicuri e comunque si ha la «percezione di abbandono». «Ai Propilei ci sono gli uffici della Polizia locale di Bergamo, ma questo non ha migliorato il mio senso di sicurezza» scrive una residente in una lettera dove racconta la sua esperienza in città, dopo una passeggiata domenica pomeriggio per Bergamo.

«Sono una mamma di tre bambini e vivo la città a piedi quotidianamente. Domenica pomeriggio in via Paleocapa intorno alle 18, tantissime erano le persone allibite davanti a una scena davvero poco piacevole: una donna per terra, attorno a lei alcuni uomini che urlavano e la strattonavano. Tutti a guardare, tanti turisti appena giunti a Bergamo e con ancora i trolley in mano, che osservavano stupiti la scena. Che è andata avanti per parecchi minuti».

«Ma non si tratta solo di questo - continua la lettera -: si tratta dell’”incuria sociale” (esteticamente sono bellissimi...) di alcune zone del centro, dei giardini vicino ai Propilei in cui con i bambini è meglio non passare, per non parlare dei giardinetti vicino al teatro Donizetti: e pensare che da bambina andavo lì a giocare con i cigni...».

E ancora: «Basta accattoni, venditori ambulanti in via XX Settembre, nullafacenti sulle panchine in viale Papa Giovanni e fino a quelle vicine al Coin. E poi zingari alle fermate dei semafori, sporcizia e degrado. Lo ammetto: mi sento poco sicura e mi dispiace pensare che questa sia la “mia” Bergamo». E la mamma conclude: «Ho tralasciato di parlare della stazione, della zona Autolinee e di piazzale Alpini: ma davvero non possiamo risolvere questa situazione stagnante? Davvero non crediamo che una città più bella e più sicura, può essere una città più vivibile, prospera e felice? Il sindaco ora deve davvero rispondere e, dal centro, ritorni sui quartieri: ce n’è bisogno. Sul serio».

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