Venerdì 08 Agosto 2014

Vacanze più brevi e alloggi low cost
Ma a Bergamo il budget più alto

Una donna con la valigia

Ben 4,4 milioni di lombardi restano a casa. Un dato significativo che già la dice lunga: si parte comunque più dello scorso anno ma si sta meno fuori città.

Vacanze più brevi (per il 12% dei lombardi), alloggi low cost (18%) e in bassa stagione (4%). Così si risparmia fino a 443 euro. A Milano le famiglie sono più attente al risparmio ma non rinunciano a partire, a Bergamo e a Monza c’è il budget più alto per le ferie. È quanto emerge dalla indagine «Le famiglie e l’estate. Monza e Brianza e Lombardia», realizzata dalla Camera di Commercio di Monza e Brianza, in collaborazione con DigiCamere.

Complessivamente le vacanze 2014 dei lombardi valgono 2,8 miliardi di euro, con una spesa media a famiglia di 1.150 Euro (circa 40 euro in meno dello scorso anno). Un budget più ridotto per evadere dalla città. Si scelgono allora vacanze più brevi (12%), prediligendo soluzioni di alloggio più economiche (18%), oppure rimandando le ferie nei periodi di bassa stagione (4%). Le formule low cost fanno risparmiare in media a famiglia circa 443 euro (43 euro in più rispetto allo scorso anno).

Tra le famiglie lombarde a basso reddito solo 1 su 3 va in vacanza (con una spesa media di circa 712 euro), ma quest’anno anche per le famiglie ad alto reddito sono previsti meno «lussi»: aumenta la percentuale di chi sceglie soluzioni più economiche (dal 4% dello scorso anno al 17% del 2014).

I risultati dell’indagine per provincia A Milano le famiglie sono le più attente al risparmio (il budget per le ferie è di 965 Euro) ma non rinunciano a partire. E sono anche le famiglie più disposte ad adattarsi, insieme ai brianzoli, scegliendo formule più economiche come il campeggio, riducendo il soggiorno o scegliendo la bassa stagione (rispettivamente il 47% e il 34%). A Bergamo e a Monza il budget più alto destinato alle ferie (rispettivamente 1.297 euro e 1.265 euro). Restano di più in città a Brescia e a Varese (non parte rispettivamente il 40% e il 45% delle famiglie).

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