In Val Imagna addio al «Megno», ultimo ambulante con carretto e cavallo

Carlo Vanoli ha percorso la Lombardia e la patente non l’ha mai avuta. Si è spento a 88 anni, sabato i funerali.

«Era un uomo buono e gentile, molto conosciuto in paese e lo ricorderemo tutti con grande affetto».

Don Andrea Pedretti, parroco di Costa Valle Imagna, ricorda così Carlo Vanoli, l’ultimo ambulante con carretto e cavallo, venuto a mancare nella notte tra giovedì e venerdì, all’età di 88 anni.

«Non aveva nemmeno la patente – racconta il parroco –. Carlo, per tutti Megno, abitava a Costa Valle Imagna e di strada ne ha fatta parecchia: lui e il suo cavallo». È una storia d’altri tempi, quella di Megno. Carlo, infatti, faceva l’ambulante, come tanti, tantissimi, che da Costa Valle Imagna partivano e andavano nella pianura, tra Lodi, Mantova e Crema a vendere formaggi, vettovaglie, chincaglieria, spezie. «Lui – continua – era proprio uno di questi. Un lavoro e una passione, quella di Carlo, tramandata dalla sua famiglia e lui è l’ultimo che raggiungeva il cremasco con l’autobus, perché la patente non l’aveva mai fatta. Ma non gli serviva, perché là in custodia aveva il suo cavallo e il suo carretto al seguito».

Durante i suoi anni di ambulante tornava a casa di tanto in tanto, lasciando il cavallo in custodia nella bassa e portandolo in paese solo quando la permanenza, soprattutto d’inverno, si prolungava tra la sua gente. «Nel 1960 – racconta ancora il parroco –, dopo la morte tragica di uno dei fratelli (schiacciato proprio dal suo stesso carretto) aveva scelto, con estrema lucidità, di farsi carico della famiglia del fratello, sposandone la moglie, di 13 anni più vecchia di lui, e assumendosi la responsabilità di crescerne i tre figli, a tutti gli effetti come padre. Era davvero un uomo buono e gentile». Dopo la pensione, raggiunta ormai quasi 30 anni fa, ha trascorso gli ultimi anni della sua vita nella sua casa di Costa Valle Imagna, dove è venuto a mancare. «Gli ultimi anni – ricorda don Pedretti – li ha trascorsi salutando chiunque passasse da casa sua, ai confini della strada provinciale, con cordialità e voce sommessa. Gli piaceva la gente, ascoltarla, e sorridere dietro quei baffoni spessi che lo caratterizzavano. E poi gli piaceva venire al Centro diurno anziani, dove giocava a carte. Ultimamente ad accompagnarlo non era più il suo cavallo, ma un bastone al quale si appoggiava e, piano piano, raggiungeva i suoi affetti più cari per un saluto e un “ciao” quasi sussurrato e una mano tesa in un gesto semplice e affettuoso, quasi come un bambino, che rimarrà nel cuore di molti».

I funerali sono stati celebrati sabato sera nella chiesa di Costa Valle Imagna. «Negli ultimi mesi si vedeva poco – conclude –don Andrea – e venerdì ci è arrivata la notizia della sua scomparsa. Ciao Carlo, l’ultimo degli ambulanti a cavallo di Costa».

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