Il Papa guida la Via Crucis in San Pietro
«Sono vicino ai dolori del mondo»

Medici e detenuti portano la croce in una Piazza San Pietro deserta. La Via Crucis, anziché nello scenario del Colosseo, si svolge sul Sagrato della Basilica Vaticana, per la prima volta dopo 56 anni. Protagonista il mondo delle carceri.

È cominciato in Piazza San Pietro il rito della Via Crucis presieduto, in occasione del Venerdì Santo, da papa Francesco sul Sagrato della Basilica vaticana e senza la partecipazione di fedeli, trasmesso in mondovisione. La Via Crucis non si svolge, come gli altri anni, al Colosseo, per le disposizioni di contenimento anti-Coronavirus.

I testi delle meditazioni e delle preghiere proposte quest’anno per le stazioni della Via Crucis sono stati affidati da Papa alla Cappellania della Casa di Reclusione «Due Palazzi» di Padova. Le meditazioni sono state scritte da cinque persone detenute, da una famiglia vittima di un reato di omicidio, dalla figlia di un uomo condannato alla pena dell’ergastolo, da un’educatrice del carcere, da un magistrato di sorveglianza, dalla madre di una persona detenuta, da una catechista, da un frate volontario, da un agente di Polizia Penitenziaria e da un sacerdote accusato e poi assolto definitivamente dalla giustizia, dopo otto anni di processo ordinario.

Nelle 14 stazioni della Via Crucis, a portare la croce saranno prima Michele, un ex detenuto del «Due Palazzi» oggi «uomo nuovo» e piccolo imprenditore, il direttore della casa circondariale padovana Claudio Mazzeo, il vicecommissario della Polizia Penitenziaria Maria Grazia Grassi, un agente della stessa polizia, la volontaria Tatiana Mario e il cappellano don Marco Pozza. Dopo di loro, alcuni medici e infermieri del Fondo assistenza sanitaria del Vaticano, che in Italia sono in prima linea nel servizio agli ammalati colpiti dal virus: tra loro, Esmeralda Capristo, medico internista del Policlinico Gemelli e ricercatrice di Medicina interna all’Università Cattolica, e Paolo Maurizio Soave, anestesista rianimatore del Policlinico Gemelli e docente a contratto dell’Università Cattolica, sede di Roma. Entrambi assistono pazienti contagiati dal Covid-19, ricoverato al Gemelli e al Columbus Covid 2 Hospital.

Il percorso ha inizio nei pressi dell’obelisco, gira attorno allo stesso per otto stazioni e poi procede verso il «ventaglio» er quattro stazioni. Sotto il «ventaglio» è collocato il Crocifisso di San Marcello, rivolto verso il Pontefice. Qui è collocata la dodicesima stazione. La tredicesima stazione è a metà del «ventaglio», mentre l’ultima è sopra la piattaforma. Tutto l’itinerario è segnato da fiaccole a terra

Il Sabato Santo e la Domenica di Pasqua

Sabato Santo, all’Altare della Cattedra, nella Basilica di San Pietro, alle 21 Papa Francesco presiede la Veglia pasquale nella notte santa. Il rito della Benedizione del fuoco si svolge ai piedi dell’Altare della Confessione. La processione iniziale sarà dall’altare della Confessione a quello della Cattedra passando dal lato «altare di San Giuseppe». Viene omessa la preparazione del Cero pasquale, così come l’accensione dei lumini ai fedeli. Si conserva, invece, la progressiva accensione della Basilica, fino all’illuminazione completa al canto del «Gloria». Nel corso della cerimonia non hanno luogo i battesimi: resta la sola Rinnovazione delle promesse battesimali.

Infine la Domenica di Pasqua, all’Altare della Cattedra alle 11.00, il Papa celebra la messa, durante la quale è omesso il rito del «Resurrexit». Tolte le vesti liturgiche in sagrestia, a conclusione della celebrazione, il Pontefice si reca davanti ai cancelli della Confessione, dove rivolge il proprio Messaggio pasquale al mondo. Dopo l’annuncio della concessione dell’indulgenza dato dal card. Angelo Comastri, arciprete della Basilica di San Pietro, il Papa dà la Benedizione «Urbi et Orbi».

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