Giovedì 11 Settembre 2014

Yara, dubbi degli avvocati difensori

«Il sangue può essersi deteriorato»

Claudio Salvagni e Silvia Gazzetti, gli avvocati di Massimo Bossetti

È possibile che le macchioline di sangue si siano conservate a tal punto da poter consentire una corretta estrapolazione del dna, mentre tutt’intorno il resto del materiale organico, a cominciare dal corpo di Yara, portava i segni di un deterioramento compatibile con i tre mesi passati in un campo?

È la domanda con cui la difesa di Massimo Bossetti, il presunto assassino della tredicenne di Brembate Sopra, tenterà di confutare la prova regina: le tracce genetiche dell’artigiano di Mapello rilevate sui leggins e sugli slip della vittima.

Un quesito che emerge dalle 40 pagine dell’istanza di scarcerazione, depositata mercoledì mattina 10 settembre dagli avvocati Silvia Gazzetti e Claudio Salvagni alla cancelleria del gip Ezia Maccora, e che tiene compagnia ad altri interrogativi. Perché il documento dei difensori è una costellazione di dubbi su indagini ed elementi raccolti dagli inquirenti. Non contiene però novità clamorose, capaci di scagionare il presunto colpevole.

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