Venerdì 07 Marzo 2014

Crisi, ecco come curare l’impresa

E il vademecum per la spesa perfetta

Il numero di marzo 2014 di «eco.bergamo»

La crisi. E le prospettive concrete per superarla. Nello scenario attuale di disoccupazione, di aziende che chiudono, di lavoratori che restano senza il loro posto, è difficile poter pensare di avere ancora qualche opportunità a cui agganciarsi. Ma ripartire è possibile.

Nel nuovo numero della rivista «eco.bergamo», mensile gratuito in edicola domenica, 9 marzo, con L’Eco di Bergamo, inizia un novo viaggio nelle regole e nei segreti per la creazione di nuove imprese all’insegna della sostenibilità ambientale per chi decide di mettersi in proprio.

E’ questa la sfida di oggi, la scommessa su cui devono puntare i nostri giovani soprattutto: avere attenzione per le eco startup.

Ecco, questo è il punto: in questo numero di eco.bergamo, iniziamo allora un viaggio tecnico e normativo su come si può creare una nuova impresa. Quali sono i passi da compiere, quali gli errori da evitare e come evitarli. Da chi farsi assistere.

Ma in questo numero di “eco.bergamo” le aziende sono al centro di un ampio e dettagliata guida: un inserto staccabile in cui si indica un percorso per capire quanto spreco energetico continuano a pagare in bolletta. E’ una vera guida pratica all’audit energetico, lo strumento di analisi di tutti i costi e di tutte le inefficienze esistenti in azienda. Non solo: fatta la fotografia ci sono pronti strumenti e misure per rimediare.

Due storie aziendali, una piccola impresa e un grande gruppo a confronto, spiegano come hanno applicato questo strumento e quali risultati hanno ottenuto. In entrambi i casi i risparmi sono stati superiore alle stime.

E a proposito di sprechi anche questo in numero si torna affrontare lo spreco del cibo. Ma dall’inizio, da quando cioè si va a fare la spesa: è un’arte che va ancora imparata. E per questo abbiamo indicato una sorta di decalogo per non comprare più di quanto occorra, più quanto si sia in grado effettivamente di consumare. Ma anche per evitare di riempire un frigo inutilmente. Chissà in quanti si ritroveranno in questa casistica di errori. Ma qualcuno dubita già che siano in molti ad ammetterlo.

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