I fiumi, «oro blu» da preservare
Il Serio in secca a Ghisalba Foto Yuri Colleoni

I fiumi, «oro blu»
da preservare

Il numero di agosto di «Eco.Bergamo», la rivista di ambiente, ecologia, green economy in uscita domenica 9 gratis con L’Eco di Bergamo, dedica l’inserto staccabile di otto pagine, «Acquarara», allo stato di salute del Serio e del Brembo, con interviste agli esperti di Arpa Lombardia, del Consorzio di Bonifica della Media Pianura Bergamasca, dell’Ordine degli Ingegneri, di Legambiente, Parco del Serio, associazioni Pescatori di Bergamo e Brembo Kayak.

La ricchezza d’acqua della Bergamasca – «Terra che ’l Serio bagna e ’l Brembo inonda» – è all’origine delle nostre fortune produttive, agricole e industriali. I fiumi oggi non sono più visti solo come risorsa economica, ma anche ambientale, da valorizzare con parchi e piste ciclabili. I corsi d’acqua, d’altra parte, restano sfruttatissimi per usi idroelettrici e irrigui. La legislazione europea ha varato il concetto di «deflusso ecologico» per raggiungere l’obiettivo della direttiva del 100 per cento dei corsi d’acqua in «buono stato ecologico» e garantire il «volume di acqua necessario affinché l’ecosistema continui a prosperare e a fornire i servizi necessari». Recepito dalla legge italiana, sostituisce il deflusso minimo vitale. L’Arpa cura il monitoraggio per la Regione, compiuto ogni sei anni sui «corpi idrici», le porzioni omogenee di fiume. Il rapporto più recente rivela come solo due dei 23 corpi idrici del Brembo – a Carona e a San Giovanni Bianco – risultino con uno stato ecologico elevato, dieci buono, cinque sufficiente, quattro scarso, uno cattivo (Bonate Sopra) e uno non classificato (Bonate Sotto). Le condizioni del Serio sono peggiori: solo un corpo idrico (il Sanguigno a Valgoglio) conserva uno stato ecologico elevato, due buono (Villa d’Ogna e Valbondione), undici sufficiente, uno scarso (la Morla a Bergamo) e uno non classificato (Villa di Serio). Franco Gatti, presidente del Consorzio di Bonifica, ricorda che un’area agricola tra i 5 e i 7 mila ettari è interessata da un investimento per l’irrigazione a pioggia di circa 22 milioni di euro, di cui 17 da fondi europei. Questa opera e i serbatoi di compenso di Albino salvaguardano il deflusso. Carlo Personeni, presidente del Bacino imbrifero montano Lago di Como, Brembo e Serio, spiega come ai Comuni di montagna vadano i sovracanoni delle attività idroelettriche, fondi destinati a opere pubbliche, al contrasto al dissesto geologico, al turismo.

Tutela del lavoro agricolo

Alberto Brivio, presidente di Coldiretti Bergamo, dichiara: «È necessario coniugare la sopravvivenza dei fiumi con la tutela del lavoro agricolo anche attraverso eventuali deroghe, per non mettere a repentaglio sia le coltivazioni, sia rogge e canali, serbatoio di “biodiversità”». Intervengono anche gli assessori regionali Fabio Rolfi e Massimo Sertori, il consigliere Niccolò Carretta. Fabio Rolfi segnala: «Sosteniamo gli agricoltori con il Piano di sviluppo rurale: 3 milioni e mezzo di euro per i risparmi d’acqua verificati». Il meteorologo Andrea Giuliacci avverte come il clima sia cambiato. Non piove meno, ma in modo diverso, intenso e concentrato e non più diluito e frequente, così che il terreno riesce ad assorbire solo una parte dell’acqua caduta.

Terra o logistica: la Bassa al bivio

La foto di copertina del numero di agosto di «Eco.Bergamo» è dedicata al consumo di suolo nella Bassa. Un milione e mezzo di metri quadri sono stati occupati, fino al 2019, dopo la costruzione della Brebemi. Insediamenti logistici si stanno sostituendo alla vocazione agricola della pianura. Dal 2014 sono sedici i poli industriali completati e attivi, in corso di realizzazione o in progetto in dieci Comuni. Il nuovo Piano territoriale di coordinamento provinciale che, adottato nel maggio scorso, concluderà il proprio iter a ottobre con il voto dell’aula di via Tasso, ha il compito storico di definire gli «ambiti agricoli strategici» ed evitare ulteriore consumo di suolo. La Provincia propone uno scambio di crediti edificatori tra Comuni distanti. Alberto Brivio, presidente di Coldiretti Bergamo, commenta: «C’è il serio rischio che Comuni di montagna cedano il proprio credito edificatorio a Comuni in pianura con un impatto ambientale e sociale devastante». Aldo Marcassoli, direttore di Confagricoltura Bergamo, commenta: «Avevamo già espresso il timore che la Brebemi si trasformasse in una seconda A4. Mi pare che sia proprio quanto sta succedendo». Più positivo Olivo Foglieni, vicepresidente di Confindustria Bergamo: «Questo territorio ha già una forte vocazione commerciale. Certamente questa trasformazione dev’essere gestita e accompagnata. Ma ritengo che sia un’opportunità che aziende di prim’ordine si orientino verso questo territorio».

Allarme ozono

Un altro servizio è dedicato all’ozono, l’inquinante dell’estate: dal 2006, nella Bergamasca, oltrepassa la soglia della salute, fissata a 120 microgrammi per metro cubo per non più di 25 giorni, arrivando addirittura, come l’anno scorso, a 75 superamenti, il triplo. Il ripensamento della mobilità chiesto dal Green Deal europeo per tagliare le emissioni dei trasporti – meno 90 per cento entro il 2050 – è un’occasione storica per la mobilità elettrica. Purtroppo, come spiega Ugo Bardi dell’Università di Firenze, le lobby frenano il cambiamento e l’industria automobilistica italiana è in ritardo tecnologico.


diego.colombo@eco.bg.it
Diego Colombo Giornalista

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