Triumph, si tratta su cig
e sul piano economico

Bocche cucite dai sindacati mercoledì sera dopo il lungo incontro sui 56 esuberi alla Triumph International Rome di Trescore Balneario. «La fase è delicata», sottolineano i rappresentanti dei tessili che seguono la vertenza. Uno di quei momenti, spiegano, in cui si vanno a verificare fino in fondo le condizioni che potrebbero portare a una convergenza. Chiara dunque la riservatezza.

Il segretario generale della Filctem-Cgil, Fulvio Bolis, e Cristian Verdi della Femca-Cisl rinviano così al prossimo incontro, fissato per mercoledì, a partire dalla mattina. «Non abbiamo definito ancora nulla», si sono limitati a dire ieri sera dopo quattro ore e mezza di confronto con l'azienda. «Stiamo lavorando per creare le condizioni migliori per questa situazione», ha solo aggiunto Bolis, e i ragionamenti in corso, gli ha fatto eco Verdi, sono orientati a «trovare misure il più possibile favorevoli per i lavoratori».

I 56 esuberi (su un organico di 120 persone a Trescore, che salgono a 250 con la rete vendita dei negozi monomarca) sono legati alla decisione dell'azienda di abbigliamento intimo, che fa capo alla multinazionale svizzera, di chiudere il magazzino di Trescore, trasferendo la logistica all'estero, in un altro centro del gruppo in Francia. Una decisione che l'azienda ha sempre presentato come definitiva, tanto che l'11 febbraio è stata formalmente aperta la procedura di mobilità.

Per attutire l'impatto la Triumph aveva messo sul tavolo una proposta che prevedeva un anno di cassa integrazione straordinaria e un piano di incentivi e sostegni economici articolati. Già all'ultimo incontro era emersa però la disponibilità a discutere i contenuti del programma in direzione di un ampliamento degli interventi volti a ridurre le ricadute sui lavoratori.

Una disponibilità che i sindacati avevano portato subito all'attenzione dei lavoratori, in un'assemblea convocata d'urgenza per il mattino seguente. Lì era stato dato un mandato esplorativo ai sindacati per sedersi a discutere, trattare e approfondire le aperture dell'azienda.

La tappa successiva è stato l'incontro di ieri e anche se nulla trapela sui contenuti del lungo faccia a faccia, si può immaginare quale sia la direzione che il confronto potrebbe prendere. I ragionamenti aperti dovrebbero riguardare da una parte il possibile allungamento degli ammortizzatori sociali e dall'altra una diversa modulazione del piano sociale con possibili disponibilità anche sulle quantità economiche.

Sul primo punto è presumibile che il confronto sia concentrato sulla possibilità di portare la cassa integrazione straordinaria quanto meno a due anni. Sul secondo aspetto, invece, uno degli elementi di criticità dal punto di vista del sindacato che era emerso fin dall'inizio riguardava l'impostazione a scalare degli incentivi, per cui il sostegno sarebbe più alto per chi lascia prima l'azienda. I sindacati da parte loro hanno sempre obiettato che trovare un posto di lavoro oggi, in un contesto di crisi ancora generalizzata, è difficile. Quindi un altro punto sul quale si starebbe lavorando potrebbe essere proprio questo: modificare la modulazione degli incentivi. Oltre a un incremento delle quantità.

La tornata di ieri sarebbe servita per approfondire e limare ulteriormente le rispettive posizioni. La trattativa è rimasta aperta a tutto tondo e si è entrati in una fase cruciale tanto che il nuovo incontro è stato fissato in tempi ravvicinati a una settimana esatta da ieri.

Azienda e sindacati riprenderanno il filo da dove si sono lasciati a partire dalle 8,30 del mattino, il che lascerebbe immaginare che potrebbero esserci margini per un ulteriore affondo che potrebbe delineare meglio il quadro in vista di una possibile intesa. In ogni caso, prima di un eventuale accordo, i sindacati incontreranno di nuovo i lavoratori per sottoporre al loro giudizio i risultati della trattativa.

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