Sciopero alla Brembo, Bombassei:
«Non abbiamo mai chiuso le trattative»

«Noi non abbiamo mai chiuso le trattative». Così il presidente di Brembo, Alberto Bombassei, è intervenuto dopo la prima giornata di sciopero indetta dai sindacati per protestare contro il mancato incremento dei salari. E ha anche aggiunto: «Trovo di cattivo gusto e fuori luogo fare scioperi adesso: certi sindacati dovrebbero chiedersi perché poi le aziende delocalizzano».

L'astensione dal lavoro è stata indetta dalle tre sigle sindacali Fiom, Fim e Uilm, che hanno programmato tre giorni di sciopero, il primo venerdì 28 maggio. Bombassei si difende dall'accusa sottolineando che «noi abbiamo alzato in modo abbastanza generoso i salari, ma il dissenso tra la Fiom e le altre due organizzazioni sindacali, Fim e Uilm, ha fatto sì che l'accordo non si firmasse».

«Trovo curioso - ha poi aggiunto - che in un momento del genere la Fiom sia riuscita a convincere le altre due sigle sindacali». Per Bombassei «oggi è il primo giorno di sciopero dei tre previsti per una cosa che è veramente ridicola, soprattutto in un momento come questo in cui gran parte dei lavoratori italiani vede i loro salari ridursi».

La replica dei sindacati
«Evidentemente la grande partecipazione di lavoratori allo sciopero della Brembo di oggi, indetto dalla Fim con le altre organizzazioni sindacali per il rinnovo del contratto aziendale, ha alterato la sensibilità dell'ingegner Bombassei». Così Ferdinando Uliano (Uil) risponde alle dichiarazioni del patron della Brembo, in occasione di un incontro pubblico.

«Invece di spendere energie per tentare di dividere i sindacati - continua Uliano -, Bombassei si preoccupi di fare una proposta che accolga le nostre rivendicazioni. I lavoratori sanno bene che la Fim è un sindacato capace di lottare, in grado di garantire concretamente uno sbocco contrattuale, cosa che abbiamo saputo dimostrare in questi anni, e i ricatti non fanno che renderci più combattivi».

«L'adesione allo sciopero è stata davvero alta: pressoché in tutti i siti del gruppo abbiamo raggiunto il 95% di partecipazione, con macchinari fermi» -  ha detto Giuseppe Severgnini della Fiom-Cgil. E rispetto alle dichiarazioni di Bombassei, Severgnini ha aggiunto: «Per noi lo sciopero non è mai né ridicolo né di cattivo gusto. Lo sciopero è un momento di lotta che costa ai lavoratori sacrificio e salario: quando decidono di aderirvi non lo fanno mai a cuor leggero. In questa occasione il motivo della protesta sta nell'insufficienza della proposta dalla direzione della Brembo sulla parte economica del Premio di risultato. Questo giudizio di insufficienza non appartiene solo alle organizzazioni sindacali, ma è stato espresso dagli stessi lavoratori durante le assemblee in tutti i siti del Gruppo. Lo sciopero di oggi, con un'adesione così alta, è la dimostrazione che la valutazione negativa data alla proposta aziendale è condivisa dai lavoratori. Una considerazione finale merita il riferimento alle delocalizzazioni menzionate da Bombassei: non si può certo dire che sia stato lo sciopero di oggi a spingere la Brembo a investire 90 milioni di euro in giro per il mondo e zero in Italia».

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