Lunedì 11 Ottobre 2010

Il Tribunale condanna l'azienda
Illegittimo il contratto a progetto

Una sentenza del Tribunale di Bergamo, sezione Lavoro, ha ordinato il reintegro di un lavoratore che era stato assunto con un contratto a progetto che invece ne nascondeva uno a tempo indeterminato. Lo comunica oggi, 11 ottobre, una nota della Cgil di Bergamo: «Quella arrivata oggi è quasi la sentenza-fotocopia della vittoria che l'ufficio vertenze Cgil di Bergamo aveva riportato il 20 maggio scorso nei confronti della Cooperativa Isonzo Multiservices di Azzano San Paolo. Cambiano, naturalmente, il lavoratore coinvolto e il giudice, ma anche questa volta il Tribunale ha riconosciuto l'esistenza di un rapporto di lavoro subordinato, laddove era invece stato stipulato (e certificato) un contratto a progetto».

Questa seconda vicenda, scrive la Cgil, «riguarda un 36enne ghanese, che, come il suo collega e connazionale che ha vinto la causa di giugno, alla scadenza del suo contratto a progetto si era rivolto all'ufficio vertenze Cgil di Bergamo per chiedere tutela. Il ricorso era stato avviato l'8 luglio 2008. L'uomo aveva lavorato part time per 5 mesi (dall'agosto 2008 al gennaio 2009) presso la Cooperativa Isonzo Multiservices di Azzano San Paolo, che poi non aveva rinnovato il contratto».

La mansione del lavoratore, spiega il sindacato, «consisteva nel consegnare giornali alle edicole. Tutte le mattine fra le 3 e le 8 partiva con il furgone di proprietà della cooperativa per la consegna dei giornali e delle riviste in decine di punti vendita fra Dalmine e Villa d'Almè. Il via libera all'inquadramento a progetto del lavoratore era stato rilasciato dalla Commissione Tiraboschi il 19 dicembre 2008 (praticamente alla scadenza del contratto a progetto). Si ricorda che la certificazione, introdotta con la legge 30/2003 poi ripresa dalla legge 276/2003, è la procedura che consente di attestare la “veridicità” dei contratti atipici, legittimando il rispetto dei criteri di ricorso previsti dalla normativa».

Il Tribunale, afferma la Cgil, «con sentenza pronunciata il 7 ottobre scorso dal giudice Sergio Cassia, condanna la Isonzo Multiservice a reintegrare il lavoratore e a corrispondere le retribuzioni maturate dal 6 gennaio 2009 fino al reintegro». Per la seconda volta viene bocciata la certificazione di un contratto che a progetto proprio non era, spiega Carmelo Ilardo, responsabile dell'ufficio vertenze della Cgil di Bergamo che ha seguito la vertenza. «Anche in quest'occasione lo ripetiamo, i sostenitori del Collegato Lavoro ne prendano atto: se ci devono essere certificazioni, siano almeno serie. Questa sentenza arriva proprio nella settimana in cui è previsto l'ennesimo dibattito in merito alla riforma del processo del lavoro».

Siamo in attesa, conclude Ilardo, «di altri due pronunciamenti relativi a contratti di lavoratori stipulati sempre da Isonzo Multiservice. Attendiamo anche la pronuncia prevista per febbraio rispetto al ricorso della Cooperativa presso la Corte d'Appello di Brescia».

t.mirabile

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