Mercoledì 30 Marzo 2011

La Cisl risponde alla Cgil:
«Lettera ipocrita, nuove fratture»

Non si è fatta attendere la risposta della Cisl dopo la lettera inviata dalla Cgil sui temi del lavoro. «Tutti i segretari delle categorie della Cisl hanno giudicato la lettera aperta della Cgil di Bergamo come “ipocrita” dopo che, con l'ennesimo e inutile sciopero generale proclamato unilateralmente che produrrà ulteriori strappi e fratture, si tenta ora strumentalmente di costruire un dibattito o proporre momenti unitari di confronto».

Secondo la Cisl «la particolare gravità di questa scelta» consiste nella data dello sciopero «proclamato pochi giorni dopo il 1° Maggio considerato sempre dai lavoratori bergamaschi un momento unitario e simbolico importante per rilanciare i temi del lavoro».

Il sindacato della Cisl intende quindi «proseguire con maggiore determinazione la sua azione di rinnovamento della contrattazione in tutti i livelli, soprattutto sul versante aziendale e territoriale, in grado di dare risposte effettive sulla tutela dei lavoratori bergamaschi - si legge in un comunicato -. Non sarà più disponibile però ai continui ritardi e alle incoerenze della Cgil sul versante di un nuovo riformismo sindacale».

La presa di posizione arriva dopo che la segreteria della Cgil di Bergamo, con la lettera aperta, ha chiesto a Cisl e Uil «un confronto unitario da avviare al più presto sui posti di lavoro, sui temi della crisi». «Ad oltre due anni dall'inizio della crisi - si legge nella lettera - , l'Italia è oggi più povera, più povere sono le famiglie, più alta la disoccupazione, palese e nascosta, a cominciare da quella dei giovani e delle donne. Il debito pubblico è cresciuto e lo stato sociale copre sempre meno i bisogni delle fasce più esposte della popolazione. Si è aggravata la condizione dei pensionati ed è aumentata la percezione di insicurezza per le giovani generazioni. Il lavoro sopporta un carico fiscale eccessivo quanto iniquo e sul quale da tempo attendiamo le risposte del Governo a fronte delle proposte di riforma fiscale che abbiamo unitariamente avanzato». «Sul piano sociale - si legge ancora nella lettera - , nel Governo di centro destra, è prevalsa la scelta della divisione del movimento sindacale, favorita dall'assenza di regole democratiche che hanno ulteriormente sottratto autorevolezza alle iniziative contro la crisi, favorendo inoltre forzature negative come nel recente accordo separato nel pubblico impiego e nel terziario. È necessario rimettere al centro il tema del lavoro e dello sviluppo, riconquistare un modello contrattuale unitario e battere la pratica degli accordi separati, riassorbire la disoccupazione, contrastare il precariato, estendere le protezioni sociali, ridare fiducia ai giovani. Serve una nuova stagione fatta di obiettivi condivisi e rispettosi della dignità del lavoro e serve definire le regole della democrazia e della rappresentanza, in modo da dare certezza di esigibilità e forza ai patti sottoscritti». «A Bergamo e in tutta Italia - conclude la Cgil - , festeggeremo un Primo maggio insieme, ma lo sciopero generale del 6 maggio sarà, ancora una volta, della sola Cgil. Noi pensiamo di avere delle buone ragioni, ma vorremmo poter confrontarle con le vostre nei luoghi di lavoro, con i lavoratori, pacatamente, civilmente, serenamente. Per questo motivo la segreteria della Cgil di Bergamo chiede a Cisl e Uil di Bergamo un confronto unitario da avviare al più presto sui posti di lavoro, sui temi della crisi, del contrasto ai licenziamenti, su come conquistare un modello contrattuale condiviso, la difesa del lavoro, dei redditi e della scuola pubblica, contro la precarietà, per nuove regole sulla rappresentanza e la democrazia».

fa.tinaglia

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