Martedì 17 Luglio 2012

«Noi assenti sul Km rosso?
Il problema è che siamo al verde»

«Sul Kilometro Rosso il territorio è assente». A puntare il dito è stato il presidente della Brembo, Alberto Bombassei, in un'intervista pubblicata dal nostro giornale sabato scorso. È unanimemente riconosciuto che il parco scientifico-tecnologico è un gioiellino e un vanto per il nostro territorio, ma ben pochi vogliono averci a che fare.

Sembra un satellite che va ammirato mentre gira intorno al pianeta Bergamo e niente di più. Un po' poco per Bombassei, che ci ha messo l'anima per realizzarlo e - ha voluto specificare - «anche un bel po' di soldini».

Così, il Kilometro Rosso è diventato un polo importante che ha aggregato diversi centri di ricerca. Ma privato è rimasto, e gli enti pubblici locali continuano a starsene in disparte. Bombassei, nell'intervista, alle allusioni ha preferito il discorso diretto: «Il Comune di Bergamo, tolto il fatto di dire "bella idea, bravi 7+", non ha tirato fuori un quattrino. Non ha tirato fuori un quattrino la Provincia, non ha tirato fuori un quattrino la Camera di commercio».

Ma qual è la risposta di Comune e Provincia all'indomani dell'intervista al presidente Brembo? «Quando abbiamo presentato il progetto - ha detto Bombassei - ci siamo guardati attorno e ci siamo accorti che "gh'era nisù"». All'espressione dialettale del fondatore di Kilometro Rosso replica ora il sindaco di Bergamo Franco Tentorio con una serie di considerazioni che si possono riassumere con un'altra frase in vernacolo: «Gh'è mia i solcc». «Bombassei ha ragione - dice il sindaco - solo che la situazione degli enti locali è tale che purtroppo non è possibile dare una mano economica».

«Sinceramente non capisco la posizione di Bombassei - replica a sua volta il presidente della Provincia Ettore Pirovano - che pure stimo. Con lui non ho mai parlato di partecipazioni nel Kilometro Rosso da parte di un ente pubblico che, tra l'altro, è povero in canna. Ma mi sfugge come la Provincia possa interagire con un ente peraltro meritorio, anche se privato».

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m.sanfilippo

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