Sabato 22 Settembre 2012

«Alle imprese 21.5 milioni»
La Provincia sta liquidando

I ritardi nei pagamenti del pubblico alle aziende private, in particolare a quelle edili? Ci sono, certo, ma la Provincia sta facendo ogni sforzo per venire incontro alle esigenze degli imprenditori, rischiando anche di sforare il patto di stabilità che impone vincoli agli enti pubblici. Lo sostiene l'assessore provinciale al Bilancio Mario Gandolfi che risponde in questo modo a quanto denunciato ieri sul nostro giornale dal presidente dell'Associazione artigiani Angelo Carrara e da Ermes Mazzoleni, responsabile dell'Area casa dell'associazione. Quest'ultimo, tra l'altro, ha anche esposto il caso della propria azienda che, per lavori effettuati nel 2011, verrà pagata dalla Provincia - secondo quanto comunicatogli dall'ente - solo nel luglio 2013. Dunque, con due anni di ritardo.

Su questo caso specifico l'assessore dice: «La fattura dell'impresa Mazzoleni è del febbraio 2012 ma, in ogni caso, la risposta che gli è stata data, e cioè che sarà pagato solo nel luglio 2013, secondo me è inesatta e fuorviante, forse frutto di un malinteso. La data del 31 luglio 2013 è infatti valida per i crediti per cui viene chiesta la certificazione che permette alle imprese, in base anche a un protocollo sottoscritto un anno e mezzo fa con istituti ed enti bancari, di farsi anticipare la somma dalla banca. Sono, dunque, i crediti certificati ad essere pagati in luglio ma non è questo il caso dell'impresa del Mazzoleni».

Per il 2012 il saldo del patto di stabilità per la Provincia di Bergamo è dell'ordine di 21 milioni. Per capirci, questo significa che l'ente quest'anno può effettuare pagamenti per 21 milioni in meno rispetto a quello che incassa. «Se, in ipotesi, noi dovessimo incassare 100 milioni di euro, potremmo fare pagamenti per 79 mentre i restanti 21 milioni non potrebbero essere spesi», spiega ancora l'assessore. Fortunatamente, la Provincia attende di incassare alcune somme nei prossimi mesi: 16 milioni dalla Regione, 4 per trasferimenti per la legge 102 sulla Valtellina, 2 per la vendita di un immobile e parte dei 40 milioni Anas per la tangenziale Sud.
«Purtroppo però - aggiunge Gandolfi - non abbiamo la certezza degli incassi e per questo la prudenza ci porta a rallentare i pagamenti per non sforare il patto di stabilità. Quando invece si materializzano le certezze sulle entrate, non esitiamo un secondo a pagare, perché le imprese che hanno lavorato per noi hanno diritto ad essere liquidate. La nostra buona volontà - e il presidente Pirovano, da questo punto di vista, è molto attento a questi aspetti - l'abbiamo dimostrata effettuando il pagamento di 21 milioni e mezzo di euro in un certo senso al di fuori del patto di stabilità perché lo abbiamo fatto non sulla certezza delle entrate ma solo sulla loro previsione».

Per saperne di più leggi L'Eco di Bergamo del 22 settembre

fa.tinaglia

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