Venerdì 01 Febbraio 2013

Risparmio, sempre meno Borsa
e più investimenti a breve

Soprattutto conti di deposito e investimenti di breve durata. E poi, obbligazioni, fondi comuni e comparti delle società di investimento a capitale variabile (Sicav), gestioni patrimoniali, polizze assicurative. Grande prudenza invece, e l'accoppiata sembra un paradosso, per i titoli di Stato (in particolare nel primo semestre) e le azioni.

Nel 2012 gli euro degli investitori medi («retail») e grandi («private») orobici hanno preso strade diverse. Anche se per entrambe le categorie, la priorità assoluta è stata quella di proteggere i capitali, e affidarsi ai consigli di consulenti e promotori finanziari. E hanno vacillato anche quei titoli di Stato tanto amati dalla stragrande maggioranza degli italiani, e sino a pochi anni fa ritenuti un porto sicuro.

I piccoli risparmiatori, da sempre grandi sottoscrittori di Bot e Btp, davanti alla discesa delle quotazioni (i Btp sono arrivati a perdere anche oltre il 15%) si sono spostati in particolare sul conto di deposito, strumento con operatività più limitata rispetto al classico conto corrente, ma che consente un rendimento maggiore, e sugli investimenti nel breve periodo.

I dati forniti da Unicredit vedono in aumento rispetto al 2011 la raccolta riguardante sia i clienti «retail» (+7%), sia i private (+12%). L'operatività «retail» di Unicredit a Bergamo si è posizionata per il 60% sulla raccolta diretta (prodotti di casa: +17% rispetto al 2011), il restante su quella indiretta (-5%, con una leggera predominanza del gestito rispetto all'amministrato).

Tutto su L'Eco di Bergamo del 1° febbraio

r.clemente

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