Venerdì 01 Febbraio 2013

Revisione delle macchine agricole
A rischio le imprese medio-piccole

Da gennaio 2014 scatterà la revisione obbligatoria per tutte le macchine agricole immatricolate: un provvedimento che discende direttamente dalle norme contenute nell'ultimo Decreto Sviluppo e che in Bergamasca potrebbe interessare oltre 30.000 mezzi.

«Le nuove disposizioni costituiscono l'applicazione dall'articolo 111 del Codice della Strada – dichiara il presidente di Abia-Confai, Leonardo Bolis –, che prevedeva già la possibilità di stabilire, con decreto ministeriale, una revisione delle macchine agricole per l'accertamento dei requisiti minimi di idoneità ed efficienza, con particolare riferimento alla sicurezza della circolazione. Con il Decreto Sviluppo questa possibilità si traduce ora in un obbligo reale per tutti i detentori di mezzi agricoli».

Mentre si attendono ancora chiarimenti circa i dettagli operativi di questa maxi revisione, gli addetti ai lavori esprimono qualche fondata preoccupazione. «La nostra associazione è da sempre attenta al tema della sicurezza sul lavoro e anche questa volta faremo la nostra parte - precisa Bolis -. Peraltro i nostri associati, che in larga misura offrono servizi di lavorazione in conto terzi, dispongono di un parco macchine sempre aggiornato e all'avanguardia per poter competere in un mercato per sua natura caratterizzato da libera concorrenza. Tuttavia la nostra preoccupazione è che le nuove norme, lungi dal promuovere un effettivo incremento del tasso generale di sicurezza, possano invece tradursi in ulteriori aggravi burocratici e costi aggiuntivi a carico di imprese già sottoposte a balzelli di varia natura».

Peraltro, sul fronte delle aziende meno evolute sotto il profilo tecnologico, vi è anche il timore che molte macchine possano non superare la revisione o che la messa a norma di alcuni mezzi possa risultare antieconomica.

«Non dimentichiamo - ricorda Enzo Cattaneo, direttore di Abia-Confai – che in Bergamasca vi sono ancora oltre 14.000 mezzi agricoli con un'età superiore ai 10 anni, spesso in dotazione ad aziende medio-piccole. Di questi, secondo le nostre stime, fino a cinquemila macchine particolarmente obsolete potrebbero presentare grossi problemi in sede di revisione».

Di fronte a questa situazione il comparto dei contoterzisti agrari conferma comunque la propria volontà di continuare ad investire, nonostante la crisi, in tecnologia e innovazione, al fine di continuare ad offrire servizi di alto pregio agli agricoltori che optano per coltivazioni in outsourcing.

«Ad ogni modo non ci stancheremo di ripetere – conclude Cattaneo– che per il prossimo futuro occorrerà rivedere l'impostazione generale dei piani di sviluppo rurale consentendone l'accesso anche alle imprese agromeccaniche, in particolare per quanto riguarda le misure destinate all'innovazione nell'area della meccanica. Una massiccia iniezione di nuova tecnologia farebbe infatti compiere un significativo passo in avanti alla nostra agricoltura».

r.clemente

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