Martedì 05 Febbraio 2013

I contratti di rete di imprese:
quando l'unione fa la forza

In Lombardia sono concentrati più della metà delle reti attualmente registrate in Italia, che in totale interessano oltre 2.500 imprese tra società di capitale, società di persone e imprese individuali attive nel nostro Paese.

Si tratta di aggregazioni di imprese, costituite mediante contratti sulla base della nuova normativa, che consentono alle aziende di mettere in comune  risorse e competenze, con l'obiettivo condiviso di rafforzare la competitività dell'azione imprenditoriale. Uno strumento nuovo e flessibile, figlio di un panorama economico che premia le scelte orientate alla collaborazione produttiva e commerciale, specialmente quando indirizzate all'innovazione e all'internazionalizzazione.

Le nuove opportunità offerte dai contratti di rete d'impresa e gli aspetti normativi, civilistici e fiscali che li caratterizzano verranno discussi mercoledì 6 febbraio a partire dalle 14.30 in occasione di un convegno promosso dall'Ordine dei Commercialisti e dalla Confindustria di Bergamo, che si terrà nella sede dell'Ordine (Rotonda dei Mille, 1 – Bergamo).

Saranno prese in esame le varie caratteristiche che possono avere questo genere di contratti, accomunati però dall'assenza di paletti rigidi e da livelli elevati di flessibilità, che li rende capaci di adattarsi alle esigenze d'imprese di ogni dimensione e di ogni settore, perché permettono di coniugare la collaborazione su programmi condivisi pur  mantenendo l'autonomia della singola impresa.

“I contratti di rete sono un prezioso strumento nelle mani degli imprenditori, che possono perseguire lo scopo di accrescere, individualmente e collettivamente, la propria capacità innovativa e la propria competitività, con nuovi modelli di sviluppo orientati alla collaborazione fra più imprese – ha commentato Claudio Melegoni, Consigliere dell'Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Bergamo -. Soprattutto in Italia dove l'aggregazione tra aziende può risolvere il problema della dimensione industriale troppo piccola per competere nei mercati internazionali.”.

In Italia, infatti, il sistema imprenditoriale è prevalentemente rappresentato da aziende di piccole dimensioni, particolarmente interessate a promuovere ed incrementare la propria competitività senza perdere la propria individualità.

“L'aggregazione consente alle imprese di beneficiare di nuove competenze e specializzazioni acquisendole dalle altre aziende che fanno parte della ret e– spiega il Dr. Carlo Jannone -. Questo determina circolazione delle conoscenze, genera innovazione e produce maggiore efficienza e competitività. Un nuovo approccio al fare impresa, che accresce la reciproca capacità innovativa e la competitività sul mercato, con la possibilità di usufruire di finanziamenti e agevolazioni fiscali”.

Dopo il saluto di apertura di Claudio Melegoni Consigliere dell'Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Bergamo e di Guido Venturini Direttore Generale di Confindustria Bergamo, moderati da Carlo Jannone commercialista e membro della Giunta Esecutiva di Confindustria, prenderanno la parola il  Notaio Armando Santus, Fulvio D'Alvia Direttore di Reti Impresa di Confindustria; parteciperanno anche Massimo Longhi Responsabile aree “Organizzazione progetti speciali” e “Innovazione” di Confindustria Bergamo e Stefano Lania, Responsabile area fisco e diritto societario di Confindustria Bergamo.

a.ceresoli

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