Sabato 23 Febbraio 2013

Cala anche il lavoro irregolare
Con la crisi -51% di violazioni

Nel mondo del lavoro sta aumentando soprattutto il ricorso illegittimo a forme contrattuali precarie, e non tanto il lavoro nero. È quanto emerge dai dati presentati al Comitato per l'emersione. Ma la crisi taglia anche il lavoro irregolare.

Orazio Amboni della Cgil, ha spiegato la situazione all'uscita dalla seduta del Comitato per l'emersione (CLES) che si è tenuto alla Direzione Provinciale del Lavoro di Bergamo che ha presentato l'annuale resoconto sull'attività di vigilanza. Oltre alla Dpl e alle organizzazioni sindacali, erano presenti anche Inps, Inail, Prefettura e Carabinieri.

In totale le ispezioni effettuate nel 2012 dalla DPL sono state 1.757: il 15% in meno del 2011, quando le ispezioni furono 2.073. «Il calo è dovuto alla mancanza di personale, non sostituito in caso di pensionamento o trasferimento - spiega Amboni -. Le ispezioni hanno consentito un recupero di 1.674.675 euro (contro i 2.584.266 del 2011; -35%). La riduzione è ancor più significativa se si considera il peso prevalente di un'unica rilevante sanzione, quella del caso Ryanair. La politica restrittiva sul personale non sempre fa risparmiare: in questo caso dà il risultato opposto».

I lavoratori irregolari riscontrati sono stati 2.488 (contro i 5.044 dell'anno scorso: - 51%): «Il forte calo del lavoro irregolare non è solo frutto del minor numero di ispezioni ma soprattutto del minor lavoro presente, a causa della crisi perdurante - continua Amboni -. Il giudizio è confermato dalla forte riduzione delle sanzioni per lavoro nero (354 contro 1229 del 2011) e per violazioni dell'orario di lavoro (556 contro 896)».

Anche i dati forniti dall'Inail confermano: nel 2009 le sanzioni comminate per lavoro nero erano il 54,19% di tutte le sanzioni; nel 2010 il 27,17%; nel 2011 il 45,27%; nel 2012 solo il 4,46%.

«Su questo punto ecco un'altra conferma: le vertenze per lavoro nero sono solo l'1,6% di tutte le vertenze attivate dalla Cgil di Bergamo - dice ancora Amboni -. I comportamenti irregolari delle aziende si sono orientati prevalentemente all'applicazione illegittima di forme contrattuali precarie (somministrazione, lavoro a progetto, ecc.). Le violazioni di questo tipo accertate dagli ispettori DPL sono state 612, contro le 250 del 2011 (+145%). Anche i dati forniti dall'Inps vanno in questa stessa direzione. Come richiesto da tempo dalle organizzazioni sindacali e dalle Centrali Cooperative presenti nell'Osservatorio sulla Cooperazione, gli ispettori Inps si sono concentrati sulle cooperative aperte e chiuse nel giro di breve tempo, lasciando code di retribuzioni non pagate e contributi non versati; i recuperi effettuati dall'Inps ammontano ad una trentina di milioni di euro».

In totale l'Inps ha effettuato 930 ispezioni; di queste l'83% (774) ha rilevato irregolarità: 566 (61%) con sanzioni, 208 (22%) senza sanzioni; le rimanenti 156 (17%) sono risultate in regola.

«Assai più grave, anche se quantitativamente più contenuto, è il quadro presentato dagli ispettori dell'Inail - riferisce ancora Amboni -. Su 407 aziende ispezionate, 344 (84%) sono risultate irregolari. Ancora peggiore è il quadro che emerge da uno specifico progetto degli ispettori Inail che hanno passato al vaglio, d'estate, piscine, gelaterie, bar annessi a luoghi di vacanza e svago. Su 114 esercizi ispezionati, 111 (ben il 97%) è risultato irregolare. Non è una novità che il settore del terziario-commercio sia il più esposto a fenomeni di irregolarità: il 55% delle situazioni irregolari registrate dalla DPL (737 su 1757) viene infatti da questo settore (occupa, col 34%, il primo posto anche tra le vertenze dell'Ufficio vertenze CGIL nel 2012). Dalla riunione di stamattina è emersa l'esigenza di una maggiore integrazione tra tutti i corpi di vigilanza che operano, di fatto, senza coordinarsi tra loro. A questo proposito la DPL ha assunto l'impegno a prevedere nel corso del 2013 più incontri del CLES per tenere monitorata l'attività e favorire il coordinamento».

r.clemente

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