60 mila metalmeccanici in attesa di lavoro
La Fiom Cgil in allarme: nessuna ripresa

La Fiom Cgil Lombardia lancia l’allarme: «Tute blu, botti di inizio d’anno: il 2015 comincia con 60mila metalmeccanici in attesa di lavoro. È questa la ripresa pubblicizzata in questi giorni?».

60 mila metalmeccanici in attesa di lavoro La Fiom Cgil in allarme: nessuna ripresa

aA dispetto del grande ottimismo diffuso negli ultimi giorni, la crisi è reale ed è documentata dai numeri. Aumenta infatti in Lombardia a dicembre la cassa integrazione sia nel dato generale che relativamente al settore metalmeccanico. Da gennaio a dicembre nel 2014 sono state 272147793 le ore di ricorso a questo ammortizzatore sociale: lo 0,78% in più rispetto all’anno solare 2013» spiegano i sindacati.

Per quanto concerne le tute blu il dato parla di un incremento, sia pur frizionario (1,50%), di ore di cassa. Effettuando il solito calcolo: ore complessive di cassa integrazione (116621194)/monte ore massimo lavorabile da parte di un lavoratore metalmeccanico (2000), si ottiene una cifra che fa particolarmente impressione. Teoricamente sono stati quasi sessantamila i lavori in cassa integrazione stabilmente in tutto il 2014. Una cifra che testimonia come si sia ancora nel bel mezzo della crisi «e siano fuori luogo i trionfalismi di questi giorni alla luce della lieve diminuzione della disoccupazione» sèiega la Fiom Cgil.

Per quanto riguarda la tipologia di intervento nel trend annuale: diminuisce la cassa integrazione ordinaria, mentre aumenta più o meno di un terzo quella straordinaria. Il raffronto dicembre su dicembre certifica un aumento dell’8,56% a livello generale per quanto riguarda le tute blu (16,18% per gli impiegati e 5,59% per gli operai). Analizzando le tipologie di intervento: diminuisce la cassa integrazione ordinaria e quella straordinaria.

«È una situazione che sta per esplodere - spiega Mirco Rota, segretario generale della Fiom Cgil Lombardia, nel commentare le cifre rese note dall’Istat -. Nel dettaglio questi primi dati dell’anno confermano due cose: che la crisi non diminuisce e che vi è un forte utilizzo degli ammortizzatori sociali in un contesto dove la legislazione li riduce pesantemente. In Lombardia ci sono teoricamente 60mila lavoratori in cassa tutto l’anno. Questi lavoratori posti in cassa integrazione sono non solo un costo sociale, ma una risorsa da utilizzare in modo diverso» precisa il sindacalista.

«Se non si interviene velocemente molti lavoratori attualmente in cassa integrazione si vedranno costretti a rischiare il proprio posto di lavoro. Finora – conclude il segretario delle tute blu lombarde - quello che è stato fatto non è servito per migliorare significativamente questa stuazione, ed è per questo che chiediamo nei diversi tavoli istituzionali (Regione e Governo) proposte e interventi seri per affrontare una crisi che penalizza principalmente i lavoratori».

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