Venerdì 09 Ottobre 2009

Sbagliato il volantino della Fiom
Bresciani risponde a Cisl e a Uil

“Volantino sbagliato. Non è parte del bagaglio culturale né di Fiom, né di Cgil. Inutile ricordare il ruolo che la Cgil ha svolto contro la strategia della tensione. Ma dello sciopero di oggi la CGIL condivide le ragioni”: così Luigi Bresciani, segretario generale della Cgil di Bergamo, nella lettera che ha inviato ai segretari generali provinciali Ferdinando Piccinini della Cisl e Marco Tullio Cicerone della Uil a proposito del volantino Fiom diffuso in questi giorni.

Ecco il testo della lettera:
“In merito alla Vostra lettera del 8 ottobre sul volantino FIOM voglio fare alcune brevi considerazioni: il volantino della FIOM di Bergamo con le fotografie di dirigenti sindacali, di Confindustria e del Governo accanto al titolo “Fermiamoli” è sbagliato, inaccettabile, da stigmatizzare. Sono modalità di polemica politica e sindacale che non fanno parte del bagaglio culturale e della storia né della FIOM, né della CGIL. Data la franchezza dei rapporti fra di noi tengo a sottolineare che la CGIL condivide sino in fondo le ragioni dello sciopero della FIOM. Senza, in questa sede, entrare nel merito del rinnovo contrattuale dei metalmeccanici che peraltro aveva visto la FIOM mettere sul tavolo delle proposte ragionevoli quali una soluzione transitoria per la parte economica, l’estensione degli ammortizzatori sociali e il blocco dei licenziamenti, il problema che dobbiamo affrontare al più presto riguarda il tema della democrazia sui posti di lavoro. Quando non siamo d’accordo che succede? Se non vogliamo creare e alimentare un clima di esasperazione occorre che ci diamo delle regole e la regola fondamentale è che alla fine siano i lavoratori a decidere. Occorre al più presto rilanciare il tema della democrazia, dell’autonomia e della rappresentanza. Infine, dato il riferimento nella Vostra lettera agli anni di piombo, non è certamente necessario ricordare a Voi il ruolo che la CGIL ha svolto contro la strategia della tensione, contro il terrorismo e tutto quello che dietro si celava. La CGIL è sempre in prima fila a difendere la democrazia e con essa il valore della vita delle persone, il rifiuto della violenza, il metodo del confronto e del dialogo. Confronto e dialogo che non si deve mai interrompere nonostante si sia di fronte ad una crisi che sta mettendo in discussione la tenuta sociale di questo Paese. Il lavoro, prezioso, che stiamo facendo insieme in questa provincia non deve disperdersi e su questo è mia intenzione proseguire senza alcun tentennamento”.

a.ceresoli

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