Martedì 05 Agosto 2014

Agriturismo, non sono tutte rose:

offerta più ampia, ma c’è chi lascia

Un agriturismo in provincia di Bergamo

In uno dei suoi recenti tour tra le realtà agroalimentari lombarde, l’assessore regionale all’Agricoltura, Gianni Fava, ha assicurato che «per gli agriturismi della Lombardia e dei territori limitrofi Expo può rappresentare una grande opportunità: stabilite un tariffario equo e fate offerte coordinate, perché i tempi sono maturi, in modo che possiate fare una proposta sul turismo rurale. La Lombardia ha circa 1.500 agriturismi e ha molto da dire durante l’Esposizione Universale. Regione Lombardia farà la propria parte, perché se Expo deve essere un business solo per Farinetti a me non interessa, pur non avendo nulla contro il fondatore di Eataly».

Per il comparto agrituristico la straordinaria opportunità dell’Expo 2015 richiamerà nella regione un ingente numero di visitatori da ogni parte del mondo, con la possibilità di proporre la bellezza del territorio, tradizioni ed eccellenze enogastronomiche, la nostra ospitalità. Un’opportunità unica i cui benefici non si esauriranno nel corso dei sei mesi dell’Expo, ma potranno protrarsi nel tempo.

E a Bergamo le cose come vanno in questo settore? Il numero degli agriturismo è in costante crescita, ma il lavoro? L’ultimo censimento, aggiornato al 31 luglio 2014, lo fornisce Giuliano Oldrati, il funzionario dell’Amministrazione provinciale che da anni si occupa con grande precisione di questo settore. La sua contabilità parte dal 1993, quando gli agriturismo aperti erano solo nove. Oggi sono esattamente 150 ed hanno fatto registrare un incremento costante nel tempo: 46 nel 2000, 71 nel 2005, 114 nel 2010, 145 nel 2013. «Si noti però - osserva Oldrati - che il totale chiude ogni anno in positivo ma se andiamo a vedere ci sono durante l’anno anche aziende che hanno rinunciato, che chiudono. Contro dieci che nascono, due-tre muoiono». Non son tutte rose, insomma.

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