Aruba, per i giovani talenti informatici 490 ore di formazione

Information technology Il cloud provider con quartier generale a Ponte San Pietro lancia un percorso accademico di specializzazione per formare figure professionali dedicate alla progettazione e implementazione della rete informatica e della protezione dei dati.

Aruba, per i giovani talenti informatici 490 ore di formazione

Avvicinare i giovani all’acquisizione di quelle competenze scientifiche e tecnologiche sempre più indispensabili per l’inserimento nel mondo del lavoro in campo It-Information technology. È l’obiettivo della Giornata internazionale del data center - celebrata ieri - in occasione della quale il cloud provider Aruba, con quartier generale a Ponte San Pietro (nell’ex area Legler), annuncia l’imminente avvio di un percorso accademico di specializzazione. Con questa mission, Aruba darà vita a un ciclo di corsi di formazione della durata complessiva di 490 ore, indirizzati ai candidati interessati ai ruoli di «It operator» (TechOps) e «Professional system administrator», figure professionali cruciali nella progettazione e implementazione della rete informatica e della protezione dei dati.

La selezione dei partecipanti

Gli studenti impareranno ad installare, configurare e amministrare client e server, garantendo gli standard di sicurezza dei sistemi e coordinando le procedure per prevenire e reagire a problematiche di tipo informatico e a cyberattacchi. Completata la formazione, i partecipanti avranno la possibilità di affrontare percorsi d’inserimento all’interno dell’azienda. Il primo ciclo di incontri prenderà il via a partire dal mese di maggio 2022 e prevede la formazione virtuale di 12 partecipanti a livello nazionale, neolaureati Stem o diplomati in informatica.

L’industria dei data center sta crescendo rapidamente; basti pensare che è in corso, a livello globale, la costruzione di circa 2,9 GW di nuovi data center, in aumento rispetto agli 1,6 GW del 2020 (Fonte: Cushman & Wakefield). Questi nuovi data center dovranno soddisfare le mutate esigenze di un mondo post-Covid, con un’attenzione sempre maggiore al tema della disponibilità ed un supporto mirato al «new normal», vale a dire smart working, e-commerce, telemedicina e video streaming.

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