Bonus assunzione di donne e giovani Bergamo, scossa per il lavoro

Bonus assunzione di donne e giovani
Bergamo, scossa per il lavoro

Nuove misure e incentivi per favorire l’inserimento occupazionale ed arginare il gap di genere. Sindacati: scelte ok, anche per il ricambio generazionale.

Valgono 7-8 miliardi, sui complessivi 40, le sole misure sul lavoro previste dalla legge di bilancio. La speranza è che gli effetti si possano sentire presto, visto che il tasso di occupazione in Italia è sceso a ottobre - nonostante il blocco dei licenziamenti - di quasi un punto percentuale rispetto allo stesso periodo 2019.

Non fa eccezione la Bergamasca dove (stando all’ultimo rapporto dell’Osservatorio del territorio e lavoro) la variazione annua delle assunzioni-cessazioni negli ultimi 4 trimestri, ha registrato a fine settembre una perdita di 3.456 posti di lavoro dipendente. Tanti gli strumenti messi in campo: dal taglio al cuneo fiscale che diventa strutturale, al blocco dei licenziamenti fino al 31 marzo 2021 (che i sindacati vorrebbero ancora allungare) accompagnato da altri 12 mesi di cassa; dalla deroga alle causali del Dl dignità su rinnovi e proroghe dei contratti a tempo, agli sgravi per l’assunzione di donne e giovani fino alla rivoluzione introdotta per i lavoratori autonomi.

Un pacchetto, rafforzato nel passaggio parlamentare col ritorno dell’assegno di ricollocamento anche per i percettori Naspi e l’avvio di un nuovo programma «Gol» per l’inserimento di lavoratori disoccupati e di beneficiari del reddito di cittadinanza di cui è stata rimpolpata la dote.

Misure per il lavoro femminile

Su tutte le misure, spiccano quelle per arginare il gap di genere. Se è vero che a livello nazionale il tasso di occupazione femminile cala meno (-08%) rispetto a quella maschile (-1,1%), è altrettanto vero che il divario di genere resta, con un tasso di occupazione femminile (49,1%)di 18 punti inferiore rispetto a quella maschile (67,1%). La nostra provincia, ultima in Lombardia, registra nei saldi annualizzati al 3° trimestre 2020 una perdita di posizioni lavorative femminili (-2.406) più che doppia di quella maschile (-1.122), con una diminuzione di assunzioni tra ottobre 2019 e settembre 2020 del -16,1% contro il -14,3% di quelle maschili. Squilibrio rafforzato dalla dinamica delle cessazioni più ridotte per gli uomini (-8%) che per le donne (-5,9%).

Di qui l’urgenza delle misure messe in campo, a partire dalla decontribuzione al 100% - per 12 mesi per i contratti a tempo determinato e 18 mesi per gli indeterminati - alle imprese che assumono donne prive di impiego da almeno 24 mesi o disoccupate da più di 12 mesi se over 50, con un aiuto in più al Sud dove basterà essere senza lavoro da almeno 6 mesi. Si aggiungono l’incremento di 50 milioni di euro del Fondo per sostenere il rientro al lavoro delle lavoratrici madri dopo il parto e l’istituzione di due nuovi fondi: uno a sostegno dell’impresa femminile (dotazione annua dal 2022 di 2 milioni di euro) e uno per il sostegno della parità salariale di genere (2 milioni di euro annui dal 2022). Misure sufficienti? «Gli incentivi alle assunzioni hanno sempre un effetto positivo nell’immediato – afferma Gianni Peracchi, segretario generale Cgil Bergamo - ma i frutti sarebbero più duraturi se si adottassero programmi sul fronte del potenziamento e dei servizi per l’infanzia e dell’orientamento scolastico: se le ragazze frequentassero anche scuole tecniche, col tempo finirebbe la loro condizione di bassi salari e la conseguente uscita dal mondo del lavoro al primo o secondo figlio».

Incentivi per i giovani

Incentivi all’assunzione anche degli under 36, la fascia più colpita dalla pandemia, con un tasso di occupazione che a livello nazionale ha perso in un anno ben 1,5 punti percentuali, passando dal 41,5% dell’ottobre 2019 al 40% dello stesso mese del 2020. Non va meglio in Bergamasca, dove negli ultimi 4 trimestri, i giovani tra i 15 e i 29 anni vedono ridursi le assunzioni (-17,1%) rispetto alle età centrali (-14,5% tra i 30 e i 54 anni) e a quelle più anziane (-6,5%). Un’emorragia cui punta a mettere un freno la legge di bilancio, con l’esonero contributivo del 100% per un massimo di 36 mesi, nei limiti di 6 mila euro annui per chi assume under 36. «È un’attenzione positiva ai giovani, vera risorsa del Paese - commenta Francesco Corna, segretario generale Cisl Bergamo – in quanto portatori di innovazione e intraprendenza in un Paese un po’ stanco e un po’ vecchio dal punto di vista demografico». Aiuterà in tal senso anche la misura per favorire il ricambio generazionale: «L’allargamento del perimetro di applicazione del contratto di espansione – spiega Angelo Nozza, segretario generale Uil Bergamo - anche per imprese con almeno 250 dipendenti può essere efficace nel nostro territorio, favorendo il ricambio generazionale che va nella direzione di creare di nuovi posti di lavoro anche per professionalità medio alte. Gli incentivi vanno bene ma non possono essere la chiave di volta».


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