Bper-Ubi, raggiunto l’accordo per la cessione di 5.107 lavoratori

Bper-Ubi, raggiunto l’accordo
per la cessione di 5.107 lavoratori

Si è conclusa nella notte tra il 29 e il 30 dicembre la trattativa sindacale per la cessione di 5.107 lavoratrici e lavoratori compresi nel ramo d’azienda trasferito da Isp-Ubi-Ubis a Bper, in servizio in 486 filiali e 134 punti operativi.

È stato raggiunto nella notte tra il 29 e il 30 dicembre l’accordo per il passaggio da Intesa Sanpaolo e Ubi di 624 filiali e 5.107 lavoratori a Bper. Lo rende noto First Cisl che lo ha firmato con gli altri sindacati del credito. Viene così soddisfatta la condizione posta dall’Antitrust per il via libera all’Opas di Intesa Sanpaolo su Ubi.

L’accordo riguarda le cessioni di due distinti rami d’azienda: 587 punti operativi e 4.727 lavoratori della rete Ubi; 37 filiali e 295 persone di Intesa Sanpaolo, nonchè 85 risorse di Ubis. Saranno coinvolte a febbraio 84 filiali nella provincia di Bergamo (18 solo in città), in un’operazione che riguarderà circa 800 lavoratori sui poco più di 3.000 impiegati attualmente in provincia tra UBI Banca e Intesa Sanpaolo, spiega la Fisac-Cgil Bergamo.

«L’accordo raggiunto salvaguarda l’occupazione dei 5.107 dipendenti del ramo, mantiene i trattamenti economici per il 2021, definisce percorsi formativi e professionali per i dipendenti in ingresso oltre a porre le basi per iniziare con le organizzazioni sindacali un percorso per l’armonizzazione dei trattamenti» dichiarano da Bper.

«Sono molto soddisfatto per questo accordo, siglato al termine di un confronto importante e costruttivo con le Organizzazioni Sindacali, a conferma della lunga tradizione di relazioni positive che caratterizza il nostro Gruppo bancario. L’intesa raggiunta valorizza la competenza e l’esperienza delle risorse che entreranno in Bper - spiega Alessandro Vandelli, amministratore delegato di Bper Banca -,con l’obiettivo di assicurare standard di servizio elevati e piena continuità di rapporto con la clientela nei territori strategici in cui ci insedieremo in misura significativa. I nuovi colleghi avranno opportunità di sviluppo personale e professionale in una realtà bancaria che ha sempre dimostrato negli anni di saper realizzare importanti progetti di crescita puntando sulle risorse umane come chiave essenziale per il successo di ogni iniziativa».

L’accordo, spiega la Uilca in una nota, prevede l’intero trattamento economico individuale; il contributo alla Previdenza complementare e all’assistenza sanitaria integrativa; il mantenimento delle previsioni collettive presenti nelle aziende di provenienza fino al 31/12/2021, data entro la quale dovrà essere definita dalle parti un’armonizzazione complessiva per tutti i restanti trattamenti delle lavoratrici e dei lavoratori presenti in Bper.

«È stata una trattativa complessa e complicata perché riguardava un’operazione unica nel sistema con il coinvolgimento di tre aziende. Come Uilca ci siamo approcciati con la ferma intenzione di trovare soluzioni di salvaguardia e di prospettiva per tutto il personale coinvolto», dichiarano i segretari nazionali Giuseppe Bilanzuoli, Massimiliano Pagani e Mariangela Verga, «a garanzia di un’integrazione che avesse al centro le persone e fosse capace di generare valore per tutte le lavoratrici e i lavoratori coinvolti garantendo loro processi di crescita e di sviluppo professionale». Particolare attenzione è stata data al mantenimento degli accordi in tema di ruoli e figure professionali e alla parte cosiddetta «sociale» con il mantenimento dei rapporti di part-time, cui è stato concesso un rinnovo automatico di 24 mesi, e del social day. Ai colleghi interessati dalla cessione del rapporto di lavoro sarà garantita un’adeguata formazione e la valorizzazione delle professionalità esistenti. Ampie garanzie sono state date in tema di tutela occupazionale, garantendo il pieno impiego di tutto il personale, escludendo anche eventuali esternalizzazioni e mobilità territoriale; garantendo la tenuta degli organici con assunzioni, in misura non inferiore al 50%, in sostituzione del personale ceduto che andrà in esodo.

«Siamo soddisfatti dell’accordo dal quale prendono il via due grandi nuovi Gruppi bancari, è un ottimo strumento per tutelare i lavoratori nelle parti economiche e normative acquisite nel tempo» ha chiarito anche la Fabi in una nota dopo l’accordo relativo alla cessione delle 624 filiali di Ubi a Bper nella quale sottolinea come «tutti i 5.107 lavoratori potranno affrontare questo momento cruciale ed impegnativo della loro vita lavorativa con maggior serenità».

Il passaggio degli sportelli e del relativo personale a Bper (la maggior parte di Ubi, il resto proveniente da Intesa) si concretizzerà nei primi mesi del 2021. Nel dettaglio, l’accordo riguarda le cessioni di due distinti rami d’azienda: 587 sportelli e 4.727 lavoratori della rete Ubi, 37 filiali e 295 addetti di Intesa Sanpaolo, 85 dipendenti di Ubis.L’accordo sottoscritto garantisce il rapporto di una assunzione ogni due uscite, sempre su base volontaria, anche per il personale «ceduto» in Bper, in linea con quanto definito dalle organizzazioni sindacali e Intesa nell’Opas su Ubi.

Altre tutele arriveranno dagli accordi di armonizzazione che il sindacato gestirà entro la fine del 2021. È stato inoltre confermato il rapporto di 2 uscite in esodo o pensione con 1 nuova assunzione nei territori interessati dalle uscite» commenta il segretario nazionale Fabi, Giuseppe Milazzo. «I lavoratori di Ubi e IntesaSanpaolo ceduti entrano in Bper dalla porta principale, con il pieno rispetto della loro storia e della loro professionalità, che sarà determinante per la riuscita del progetto industriale. Questo è un accordo inclusivo che fornisce risposte concrete a tutti: ai lavoratori che entreranno in Bper, ai colleghi che saranno coinvolti nel processo di integrazione informatica che si svilupperà nei prossimi mesi e anche ai più giovani con assunzioni a tempo indeterminato» osserva il segretario nazionale Fabi, Mattia Pari.

«Abbiamo sottoscritto un ottimo accordo» conferma anche Pierangelo Casanova, responsabile per la Fisac-Cgil dell’ex Gruppo Ubi Banca e segretario della Fisac di Bergamo. «È un’intesa che migliora quanto previsto dalla legge in tema di cessioni di ramo d’azienda e garantisce il mantenimento nel tempo delle retribuzioni e delle norme sulle politiche sociali come i part time e i congedi straordinari. Inoltre, abbiamo superato la grave mancanza di riconoscimento dei percorsi professionali per i colleghi di Ubi Banca che da subito saranno inseriti nei percorsi previsti da Bper. Le altre norme previste dalle contrattazioni integrative di Ubi e Intesa saranno mantenute per l’intero 2021, anno in cui si dovrà negoziare l’armonizzazione contrattuale di tutto il nuovo Gruppo Bper».

«È un passo importante per la tutela dei lavoratori e delle lavoratrici. Certamente i dirigenti sindacali della First Cisl Bergamo sapranno dare continuità al lavoro fin qui svolto, e gestire con competenza e passione le problematiche che potranno presentarsi in futuro» è la riflessione di Giovanni Giacomo Salvoldi, segretario provinciale della First Cisl Bergamo alla notizia dell’accordo raggiunto. «L’accordo – conclude Salvoldi - mette in sicurezza i diritti individuali e collettivi per la stabilità del settore, salvaguarda i trattamenti economici, valorizza le persone e consolida i percorsi professionali, garantendo pienamente l’occupazione e prevedendo nuove assunzioni».


© RIPRODUZIONE RISERVATA