Martedì 05 Agosto 2014

Cassa in deroga, accordo lombardo
In arrivo 300 milioni di euro

Operaia in una fabbrica di alimenti
(Foto by ANSA/ARCHIVIO ANSA)

È stato firmato martedì 5 agosto in Regione Lombardia l’accordo con le parti sociali che, sulla base delle nuove regole e del rifinanziamento degli ammortizzatori in deroga disposto dal governo con decreto lo scorso 1 agosto, prolunga il ricorso alla cassa in deroga dal 1 settembre fino a fine 2014.

Il nuovo accordo di fatto permette di utilizzare per 11 mesi quest’anno lo strumento della deroga, evitando gli effetti retroattivi contenuti nella bozza originaria che il governo aveva elaborato e il rischio di negare gli ammortizzatori alla maggioranza delle imprese fin dal prossimo settembre.

Sono circa 300 i milioni di euro che dopo questo rifinanziamento saranno via via destinati alla Lombardia per coprire le esigenze di tutto il 2014; almeno 35 mila sono ad oggi i lavoratori interessati, nessuno di loro da gennaio ha ancora ricevuto alcuna indennità.


«Abbiamo con l’accordo di oggi finalmente superato una emergenza e una incertezza sulla deroga che durava ormai da 6 mesi. Siamo soddisfatti sia per il risultato che per la tempestività con cui la Regione Lombardia l’ha voluto definire con noi - dichiara Gigi Petteni, segretario generale Cisl Lombardia -. Il governo ha finalmente ascoltato la voce del buon senso dei sindacati e garantito le risorse necessarie per dare tutele a chi è ancora intrappolato nell’incertezza occupazionale dovuta alla crisi».

«In Lombardia gli ammortizzatori non sono mai stati gestiti in maniera assistenzialista, ma mirata e ridotta per aiutare imprese e lavoratori a ripartire. Il prolungamento degli ammortizzatori in deroga per tutto il 2014 e per 5 mesi del 2015 disposto dal decreto deve costituire il tempo utile per varare in Parlamento la riforma definitiva degli ammortizzatori sociali, superando la deroga».

«La Cisl è pronta a fare la propria parte in questa riforma, puntando su un sistema di ammortizzatori cofinanziato a partire dalla bilateralità, un rilancio dei contratti di solidarietà che ancora purtroppo il governo dimentica e soprattutto su una centralità delle politiche attive per rafforzare la ricollocazione di chi perde o sta perdendo il lavoro - ha concluso Petteni -. Soprattutto sulle politiche attive in Regione Lombardia è in campo un modello che sta dando risultati interessanti e positivi sia per i disoccupati che per l’attuazione di Garanzia Giovani: sarà bene che a Roma non ci si inventi sempre tutto da capo e si guardi di più a chi sul territorio è già avanti verso modelli europei».

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