Cisl Bergamo, quasi 127 mila iscritti «Sindacato più forte della crisi»

Cisl Bergamo, quasi 127 mila iscritti
«Sindacato più forte della crisi»

La Cisl di Bergamo è «un’organizzazione vitale, che ha saputo reggere all’urto della crisi». Lo dice Ferdinando Piccinini, segretario generale.

«In un momento difficile come questo - aggiunge Piccinini - la Cisl ha saputo fornire servizi e assistenza a un numero sempre crescente di persone, iscritte e no, che all’interno della Cisl hanno cercato, e spesso trovato, accoglienza e competenza, grazie anche alla rete territoriale che con le nostre sedi abbiamo saputo creare negli anni».

Il sindacato ha presentato la campagna tesseramento 2014, che nel settore manifatturiero sconta la crisi e le numerose vertenze occupazionali che hanno ancora interessato l’anno appena concluso, mentre in quello del terziario registra un incremento sostanziale, con la Fisascat che segna il massimo storico, con 310 tessere in più.

Il tesseramento Cisl del 2014 (400 iscritti in meno su un totale di 127 mila in Bergamasca) registra la continua crescita della Fim (metalmeccanici), che rimane uno dei sindacati più rappresentativi dell’intera penisola; la piccola impennata della FAI (agroalimentari); i regolari incrementi della Scuola. Crescono anche la Fit (trasporti), la Flaei (elettrici), la Fns (sicurezza) e la Fistel (grafici e cartai), mentre segna una sostanziale tenuta la Slp (postali) e una flessione la Femca (tessile e chimico), la Fp (pubblico impiego), la Fiba (bancari) la Fnp (pensionati) e la Filca, categoria degli edili, che più di ogni altro settore, in provincia, ha pagato dazio alla crisi straordinaria che da tempo si è accanita sull’intero sistema economico-occupazionale.

Ferdinando Piccinini

Ferdinando Piccinini

«Questi dati sono un segnale di assoluta importanza per fedeltà e attaccamento degli iscritti ai valori sindacali che la Cisl esprime. Il dato associativo è per noi fondamentale – ha detto Ferdinando Piccinini -, perché rappresenta il libero contributo alle politiche sindacali che quasi 127.000 persone danno volontariamente come quota del proprio stipendio o pensione per la nostra attività».


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