Giovedì 28 Novembre 2013

Fusione del Creberg, la Cisl:

«Un duro colpo per il territorio»

La vicenda della fusione Creberg rappresenta un duro colpo per il tessuto sociale e economico del territorio bergamasco. Soprattutto in termini di prospettiva per il prossimo futuro. È quanto pensano i vertici di Cisl e della Fiba Cisl, il sindacato dei bancari, di fronte alla notizia della fusione della storica banca bergamasca nel Banco Popolare.

“Questo fatto – sottolineano Ferdinando Piccinini e Giordano Alborghetti, segretari generali di Cisl Bergamo e Fiba Bergamo - segna una sconfitta del gruppo dirigente storico del territorio, di chi insomma in qualche misura ha governato e indirizzato l’economia e la finanza bergamasca. E’ evidente una crisi di progettualità e di capacità di interpretare in modo nuovo i temi dell’economia e dello sviluppo dove si intrecciano profondamente i temi della dimensione territoriale con nuove sfide globali. Una delle ragioni di questa difficoltà è sicuramente un mancato ricambio generazionale del gruppo dirigente storico del nostro territorio che rivela una incapacità di fondo di cogliere tutte le spinte positive del rinnovamento”.

A fronte di questa situazione, “occorre ora che al di là di dichiarazioni tese in qualche misura a tranquillizzare la realtà bergamasca sulla continuità dell’importante ruolo svolto dal Credito Bergamasco nell’economia bergamasca, si definiscano elementi concreti e formali per il prossimo futuro”.

In vista dell’assemblea che nella primavera prossima sancirà la fusione con Verona occorre, secondo le segreterie UST CISL e FIBA CISL, “focalizzare l’attenzione in merito agli snodi e alle garanzie che occorre richiedere per la continuità del ruolo svolto da Credito Bergamasco e per evitare un ulteriore impoverimento del nostro territorio”.

L’importante azione svolta dalla banca sul territorio è un patrimonio importante, come sottolineano Mauro Rovaris della segreteria FIBA CISL di Bergamo e Francesco Galizzi segretario di coordinamento del CREBERG “costruito con la capacità e professionalità dei lavoratori e del gruppo dirigente da non disperdere e da non smembrare. La garanzia vera della continuità è rappresentata dal nucleo della direzione generale e dall’azione sviluppata sul territorio dalle filiali. Abbiamo esempi anche da altre realtà bancarie dove in nome dell’ottimizzazione dei costi e della centralizzazione si è completamente dispersa l’attenzione e la relazione con il territorio”.

Quello che chiedono i sindacati di via Carnovali, è “una rappresentanza autorevole bergamasca nei nuovi vertici veronesi in grado di garantire continuità nel lavoro svolto nel territorio soprattutto per quanto riguarda l’accesso al credito da parte delle famiglie e delle imprese, capace di costruire le condizioni per rilanciare un azionariato diffuso con il coinvolgimento dei dipendenti come ulteriore garanzia di legame con il territorio e elemento determinante di democrazia economica”.

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