Lavoro all’estero, è fuga dei bergamaschi  Superano i 16 mila negli ultimi tre anni
Uno degli emblemi dell’emigrazione italiana: il confine tra Italia e Svizzera. Da Bergamo partenze in crescita

Lavoro all’estero, è fuga dei bergamaschi

Superano i 16 mila negli ultimi tre anni

Il numero dei distacchi temporanei continua a crescere in provincia. A questi va aggiunto chi emigra per sempre: duemila solo nel 2015, soprattutto nei Paesi Ue.

Continua e cresce in dimensioni la fuga dei bergamaschi all’estero per lavoro. Non solo chi va a risiedere stabilmente in un paese straniero ( più di 2.000 gli espatriati bergamaschi solo nel 2015) ma anche per i distacchi lavorativi, la voce più consistente, che si attestano attorno a quota 16 mila negli ultimi tre anni facendo segnare un trend in continuo aumento. Secondo l’ultimo rapporto «Italiani del Mondo» della Fondazione Migrantes su dati Aire (anagrafe italiani residenti all’estero) sono infatti 107 mila i connazionali espatriati l’anno scorso, 20 mila partiti dalla Lombardia (+6,5%) e di cui appunto duemila dalla nostra provincia che scelgono soprattutto i Paesi Ue come Germania,Francia, Regno Unito e Svizzera.

Distacco ossia svolgimento di un’attività lavorativa a tempo determinato fuori Italia, è la parola chiave: 3.700 le certificazioni rilasciate nel 2013 dall’Inps provinciale, 4.400 nel 2014, 5.871 nel 2015, e già a quota 4.327 per i primi 9 mesi del 2016 con proiezioni che stimano di eguagliare se non addirittura superare il dato 2015, portando appunto il totale attorno a quota 16 mila negli ultimi tre anni. «Pensiamo ad esempio -spiega Angelo D’Ambrosio, presidente Inps Bergamo - alle delocalizzazioni: in questi casi, se è vero che l’ l’80% della forza lavoro arriva da manodopera locale, le funzioni direttive sono svolte da personale italiano distaccato in loco per determinati periodi di tempo. In questi casi serve la comunicazione del distaccamento al nostro istituto, che rilascia in tempi brevi (dalle 48 alle 72 ore dalla richiesta) il nullaosta.

Certificazioni in netto aumento soprattutto per i paesi europei: per quanto riguarda il 2015: 4.817 per distacco in Paesi Ue e 1.054 per Paesi con cui abbiamo accordi bilaterali (per i primi 9 mesi del 2016 siamo già a quota 3.994 solo per distacchi in paesi Ue, in calo gli extraUe: 333).


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