«Licenziato per un commento online» A Treviglio scoppia la polemica

«Licenziato per un commento online»
A Treviglio scoppia la polemica

La denuncia della Cgil: «Un commento online è costato il posto di lavoro ad un dipendente di G.eco srl, società di Treviglio che si occupa della raccolta dei rifiuti in diversi comuni della provincia bergamasca».

«Nel gennaio scorso – si legge in una della Cgil Bergamo diffusa agli organi di stampa nel pomeriggio del 19 maggio – Danilo Magni, lavoratore della srl e Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza, legge online un articolo in cui la società che gestiva la raccolta dei rifiuti prima di G.eco, ovvero la SABB, denuncia il furto di ben 150.000 euro da parte di un impiegato. “Io sono un ex dipendente SABB e attuale dipendente G.eco, di sporco ce n’è ancora tanto!! Sappiate che è un anno che rubano gasolio in via Palazzo, e nessuno fa niente!! Altro che 150.000 euro” scrive come commento del pezzo».

«Il lavoratore ha voluto così denunciare che da più di un anno, presso il cantiere di Treviglio, veniva rubato il gasolio dai mezzi parcheggiati e che, nonostante le denunce fatte dall’azienda, il furto proseguiva lasciando i lavoratori sconcertati quando, al mattino, trovavano i mezzi senza gasolio e talvolta anche senza batteria», spiega Leopoldo Chiummo della Fp-Cgil di Bergamo. Dopo aver ricevuto una lettera di contestazione, a cui ha risposto spiegando le proprie ragioni – si legge sempre nella nota della Cgil – «scusandosi e sottolineando che non intendeva certo offendere l’azienda ma semplicemente denunciare un fatto che da troppo tempo andava avanti, il lavoratore, però, il 6 marzo è stato licenziato». La Cgil definisce «assolutamente esagerata» la reazione aziendale «tanto da farci credere che si sia colta l’occasione per punire un lavoratore scomodo, rappresentante per la sicurezza molto attivo nel segnalare disfunzioni e problematiche in un’azienda dove se ne registrano diverse».

«Dopo il licenziamento - aggiunge Chiummo - abbiamo provato più volte a chiedere all’azienda di fare un passo indietro trasformando il licenziamento in altra sanzione più congrua. Oltre a restare ferma sulla propria decisione, l’azienda ci ha informati di avere persino querelato il dipendente». Nel frattempo la Fp-Cgil ha rilevato che, «ora, nel cantiere di Treviglio, è stato installato un impianto di videosorveglianza».

«Denunciamo un atteggiamento rigido ed ostile da parte dell’azienda sia nei confronti del lavoratore, attualmente a casa e in vertenza, sia verso le organizzazioni sindacali che più volte hanno richiesto una mediazione in merito. Auspichiamo un passo indietro da parte della società e continueremo a mobilitarci in vari modi affinché il lavoratore possa riavere il proprio posto», conclude Chiummo.

G.eco srl è nata oltre tre anni fa dalla fusione di SABB Treviglio, Linea Servizi Calusco e SETCO Clusone. Occupa oggi oltre 130 dipendenti impegnati in molti Comuni della provincia. No comment dalla società sulla vicenda.


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