Metalmeccanici, diminuisce la cassa
Ma gli occupati non aumentano

Diminuiscono le ore di cassa integrazione in Lombardia nel mese di marzo. Lo scorso mese sono state 16.214.581 le ore che hanno riguardato operai e impiegati all’interno dei territori di tutte le province. Con una variazione del -38,18% rispetto all’anno 2014.

Decresce anche la cassa integrazione per quanto riguarda le tute blu. A marzo il dato generale parla di 7.289.580, ovvero il 40,21% in meno rispetto a 365 giorni prima. Aumenti esponenziali nel varesotto, abbastanza considerevoli nella provincia di Como e a Bergamo.

Per quanto riguarda la tipologia di intervento c’è un deciso calo della cassa integrazione ordinaria (-30,19%), un aumento del 10% di quella ordinaria, cui fa da contraltare al crollo della cassa in deroga.

Diminuisce anche la cassa integrazione nel dato anno su anno. Tra i mesi di marzo 2015 e aprile 2014 sono state 99.821.422 le ore complessive di cassa integrazione. Mantova (26%) e Varese (94%) i distretti territoriali più colpiti, mentre nelle altre province si registrano drastiche contrazioni dell’uso di questo ammortizzatore sociale.

«La diminuzione dell’utilizzo della cassa integrazione apparentemente dovrebbe essere una buona notizia, in realtà è il prodotto della cronicizzazione della crisi, che si cristallizza in tutti i distretti produttivi, aggravata anche dalla riduzione nel 2015 di altri ammortizzatori sociali», ha commentato Mirco Rota, segretario generale della Fiom Cgil Lombardia.

«Il dato di un mese – ha aggiunto l segretario delle tute blu - sia pure in diminuzione è troppo breve, dunque poco indicativo per dire che c’è un calo strutturale dell’utilizzo della cassa e quindi sarebbe utile aspettare e valutare un periodo più lungo».

«L’altra cosa che induce ad avere un po’ di cautela – ha concluso Rota - riguarda il fatto che il numero degli occupati non aumenta, che sarebbe il dato vero che confermerebbe la rinuncia da parte delle imprese a utilizzare la cassa integrazione come abbiamo visto fare in questi mesi. Insomma i problemi occupazionali rimangono».

Tutti i dati provincia per provincia sono nell’allegato

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