Domenica 14 Settembre 2014

Moda, finanziamenti al femminile

Melazzini: in arrivo 2.1 milioni

Un laboratorio tessile

Promuovere e sostenere lo sviluppo di nuove imprese «al femminile» e il consolidamento di imprese esistenti, sempre guidate da donne, del settore moda e design. È questo l’obiettivo del bando da 2,1 milioni di euro, approvato dalla Giunta regionale, su proposta dell’assessore alle Attività produttive, Ricerca e Innovazione Mario Melazzini.

I TERMINI DEL BANDO

Il bando - che aprirà nel prossimo mese di ottobre - è rivolto a micro, piccole e medie imprese (ditte individuali con titolarità femminile, società di persone e di capitali il cui capitale sociale appartiene per almeno 2/3 da soggetti femminili) e prevede l’assegnazione di contributi a fondo perduto tra i 15.000 e i 50.000 euro per sostenere diverse tipologie di spese: costi di personale assunto specificatamente per il periodo del progetto; acquisto di macchinari e di nuova tecnologia; acquisto di materiali, non destinati a costituire scorte di magazzino; prestazioni finalizzate alla produzione del campionario o per la messa in produzione della nuova linea; comunicazione e partecipazione a fiere; formazione. Si prevede che saranno circa 70 le imprese che verranno aiutate con questa iniziativa.

RILANCIO TESSUTO PRODUTTIVO

«Riteniamo che questo potrà essere un provvedimento estremamente utile per le nostre piccole e medie imprese della moda e del design - ha detto Melazzini - È un ulteriore segnale di attenzione al mondo dell’imprenditoria e dell’imprenditoria femminile in particolare che potrà contribuire al rilancio del tessuto produttivo lombardo. Questa iniziativa assume per altro un particolare rilievo, perché arriva in concomitanza con la settimana della moda, che partirà nei prossimi giorni».

I NUMERI

In Lombardia sono 35.000 le imprese attive nel settore della moda, suddivise tra manifatturiero (circa 15.000), commercio al dettaglio e all’ingrosso (16.000) e design (4.000). Milano è la capitale con quasi 13.000 imprese e 80.000 addetti, seguita da Brescia (4.000), Varese (3.600) e Bergamo (3.200). I

dati 2014 di settore evidenziano un leggero rialzo nelle esportazioni e un calo nella domanda interna.

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