Mercoledì 20 Novembre 2013

Per l’anello su misura

7 mila incastri e un brevetto

L’anello in oro e diamanti che si trasforma in bracciale
(Foto by San Marco)

Non era ancora in commercio - era in fase di test - ma a Martin Edwards, presidente onorario del Manchester United, l’anello-bracciale è piaciuto subito e se l’è «portato via». Anche il cantante inglese Craig David ha scelto l’anello-bracciale e insieme a lui altre star nostrane e non.

Anelli-bracciale, anelli multimisura, pendenti e orecchini dalla forma variabile in oro (bianco o rosa) e diamanti, rappresentano il debutto sul mercato con prodotti a marchio proprio per la Serafino Consoli di Grumello del Monte, gioielleria-orologeria che porta il nome del suo fondatore (oggi presidente), che ha dato vita all’azienda nel 1959.

Nel suo piccolo la società oggi guidata dal figlio Ivan (ad affiancarlo le sorelle Nadia e Raffaella) ha compiuto una rivoluzione: applicando l’ingegneria ai preziosi (stiamo parlando di anelli con 7.700 punti di saldatura e fino a 198 componenti), in ogni singolo oggetto si può trovare una collezione.

Uno stesso anello, infatti, si può adattare al dito di una bambina di tre anni come a quello di una cinquantenne. E ancora: l’anello si può trasformare in bracciale e pendenti e orecchini si possono ingrandire e restringere a seconda delle esigenze. La tecnologia è brevettata ed è sviluppata dalla That’s Wow Jewels («perché a vedere le nostre creazioni, tutti dicono “Wow”, declinando quest’esclamazione in modo diverso a seconda dei dialetti»), società nata ad aprile di quest’anno e controllata al 60% dalla Serafino Consoli.

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