Petteni: «L’Expo favorisce il lavoro
Basta alibi, ora ci vuole un accordo»

«Il countdown verso Expo ormai è partito, non ci sono più alibi: dobbiamo accelerare sul fronte delle opportunità di lavoro. Ci vuole un accordo regionale». Così Gigi Petteni, segretario generale della Cisl Lombardia.

«Il countdown verso Expo ormai è partito, non ci sono più alibi: dobbiamo accelerare sul fronte delle opportunità di lavoro. L’idea di un accordo regionale che estenda con buon senso e in modo mirato alcune regole di flessibilità limitate alla durata dell’evento e ai settori interessati è talmente di logica che parrebbe fuori luogo continuare a discuterne nel 2014. Soprattutto se, come chiede la Cisl, la flessibilità potrà essere compensata con assunzioni di quote di disoccupati di lunga durata, sostegno al reddito per chi lavorerà solo a tempo determinato e bonus per la ricollocazione».

Così Gigi Petteni, segretario generale della Cisl Lombardia, secondo il quale è urgente «costruire un accordo serio, senza ipocrisie e senza foglie di fico». «È stato molto positivo l’incontro del 1° maggio col presidente Maroni e la sua disponibilità a stanziare risorse per una Dote Expo - sottolinea Petteni -. Occorre mettere il turbo e definire un accordo regionale, che diventi uno strumento per tutta la Lombardia, che accompagni in modo serio le opportunità di lavoro».

«La Lombardia ha una disoccupazione troppo alta e cronica . aggiunge -. Sarebbe scellerato restare con le mani in mano e non tentare di sfruttare il volano dell’esposizione universale. Ai tanti sindacalisti, politici, assessori, che sbraitano contro l’ipotesi di un’intesa regionale che regoli flessibilità, assunzioni e ricollocazione post-evento, è ora di ricordare che di tutto abbiamo bisogno, tranne che di ipocrisie».

L’estate scorsa, in vista di Expo, a Milano è stato siglato un accordo unitario che prevede tre vere e proprie deroghe contrattuali, significative e consistenti, in quel caso lodate da parti sociali, commentatori e politici. «È legittimo ora chiedersi: perché un albergatore di Brescia, un artigiano di Monza o un’azienda agroindustriale di Pavia che vogliono cogliere l’opportunità di Expo non possono avere le stesse flessibilità?», afferma Petteni. «Expo avrà effetti importanti sull’occupazione - aggiunge - non tanto per il lavoro che si creerà sul sito espositivo, ma soprattutto per quanto tutta la Lombardia sarà in grado di offrire in termini di ospitalità, servizi, eventi, occasioni di affari».

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