Martedì sciopero allo Sma Simply Preoccupazione per 100 addetti

Martedì sciopero allo Sma Simply
Preoccupazione per 100 addetti

In tutta Italia sono ottomila i posti di lavoro a rischio, e le organizzazioni sindacali del commercio hanno indetto uno sciopero lungo due settimane. Per Bergamo si tratta di quattro negozi (Verdello, Romano di Lombardia, Bolgare e Sarnico), per oltre 100 addetti.

La catena di Sma Simply in Italia ha una storia lunga, che oggi sembra destinata a terminare. Per questo, Filmcams Cgil , Fisascat Cisl e Uiltucs Uil hanno deciso per lo sciopero generale dell’intera giornata per martedì 30 aprile, proclamato per protestare contro l’attuale stato di incertezza dell’azienda e rispetto alle parziali e non attendibili informazioni sulla possibile cessione del gruppo. I sindacati, da oltre due anni, rivendicano il diritto di poter conoscere le strategie commerciali e le prospettive dell’azienda nel mercato italiano. Il gruppo, da diverso tempo, sta attraversando una profonda crisi: continui piani commerciali, periodicamente annunciati ma che, nei fatti, si sono rivelati fallimentari.

«Simply sta andando male almeno da un decennio, e nell’ultimo periodo il gruppo ha presentato un piano di riconversione non rassicurante, mentre in tutta Italia girano voci di vendita, non smentite dalla proprietà», dice Diego Lorenzi, della segreteria Fisascat Cisl di Bergamo. «L’ipotesi di vendita potrà essere un’indiscrezione, ma la difficoltà del gruppo francese in Italia è un dato di fatto: le analisi economiche dello scorso anno vedevano Auchan fanalino di coda del settore, in calo dell’ 11 per cento; più concretamente, a febbraio, dopo la firma del contratto nazionale con Federdistribuzione, il gruppo ha avviato una serie di colloqui con i sindacati, informando le parti sociali che avrebbe attivato il nuovo protocollo per la gestione di gravi crisi aziendali (previsto proprio nel nuovo collettivo), ritardato le erogazioni una tantum ai dipendenti e messo mano a tutta una serie di istituti economici non meglio definiti».

La concorrenza è fortissima. «Anche per questo il gruppo vuole vendere la catena Simply Market a tutti i costi. Addirittura si sono fatti i nomi di marchi famosi interessati a subentrare – continua Lorenzi. Da più di due anni rivendichiamo il diritto di poter conoscere le reali intenzioni della famiglia Mulliez rispetto alle prospettive della azienda nel mercato italiano, ed è per queste ragioni che abbiamo richiesto l’intervento del ministero dello sviluppo economico».

«Ancora non si sa quando accadrà e a chi verrà ceduta, si è parlato di Conad, Gross, Gruppo Arena, ma la preoccupazione e l’incertezza sono sempre più diffuse tra i lavoratori, anche tra quelli della nostra provincia», ha detto Aronne Mangili (Filcams-Cgil Bergamo). «Fra le ipotesi che abbiamo sentito informalmente c’è quella di vendere il gruppo a pezzi e a rate. Molti, se non tutti, i più di 250 punti vendita a gestione diretta saranno ceduti. Questo ci preoccupa davvero, visto che le recenti cessioni già avvenute a Roma sono state concluse senza un accordo sindacale con il conseguente sensibile peggioramento delle condizioni normative e salariali dei lavoratori interessati».

Da una decina d’anni il gruppo attraversa una profonda crisi e i continui piani di rilancio commerciale, annunciati ogni volta con toni pieni di entusiasmo, si sono rivelati fallimentari. «L’azienda non ha fatto altro che tagliare il costo del lavoro, diffondendo un senso di sfiducia fra gli addetti», prosegue Mangili. «Da più di due anni rivendichiamo il diritto di poter conoscere le reali intenzioni della proprietà. Abbiamo anche richiesto l’intervento del ministero dello Sviluppo economico. Eppure “Sma Simply” continua a fornire informazioni parziali e poco attendibili, evitando qualsiasi confronto di merito per ricercare soluzioni condivise per la gestione della fase di crisi e, fatto ancor più grave, alle richieste sindacali non fa altro che gettare nel panico quotidianamente le lavoratrici e i lavoratori con voci che si rincorrono. Questo atteggiamento deve cambiare subito! I lavoratori hanno diritto a un piano di rilancio serio e convincente»,


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