Si chiama Flying Food  cibo d’asporto modello orobico

Si chiama Flying Food
cibo d’asporto modello orobico

Due ventenni hanno creato un portale ad hoc. Già una ventina i locali bergamaschi che usano il servizio.

Di ristoranti, hamburgerie, locali etnici e pizzerie ce ne sono parecchi a Bergamo. Matteo Carrara e Stefania Zanotti, rispettivamente di 23 e 21 anni, lo sanno e come giovanissimi appassionati di food hanno voluto pensare che era il momento di fare rete con questi esercizi commerciali per un trasporto condiviso in giro per la città e per un servizio comodo ed economico per gli abitanti: «Per chi ha voglia o semplicemente necessità di ordinare cibo d’asporto» dice Matteo. L’idea è venuta proprio a lui, mentre si sta diplomando in Ragioneria: con Stefania ha iniziato lo scorso anno a fare ricerca in Internet e, prendendo esempio da modelli di business legati al cibo, ha avviato lo scorso mese Flying Food, un portale on line e social che ha messo in rete più di una ventina di locali della città e dell’hinterland tra cui Sweet Irene, Cantiere Cucina, ma anche Veg-Eat, Burger House e Pizzeria da Luca. «Esistono esempi simili al nostro progetto, ma principalmente sono catene nazionali che hanno anche a Bergamo una “filiale”. Flying Food, invece, nasce semplicemente da noi, dalla voglia di metterci in gioco, con una rete autonoma».

Matteo ha quindi bussato alla porta di ristoranti tradizionali di città e dell’hinterland, pizzerie, locali etnici: «Abbiamo creato un portale e avviato il servizio che permette all’utente di visionare i menù di ciascun locale, per dare una scelta multipla a variegata: dall’insalata alla pizza, dal sushi all’hambuer fino a una zuppa bio o a un piatto vegano. Da qui l’ordine viene fatto direttamente on line, arriva ai ristoranti attraverso un programma apposito, con l’ora di ritiro calcolata direttamente. Successivamente i nostri pony passano e ritirano per la consegna al cliente» spiega Matteo. Il servizio è stato testato per circa due settimane, soprattutto nella gestione delle tempistiche di consegna attraverso una decina di pony che viaggiano in auto e moto, ma anche in bicicletta se si tratta di tragitti brevi e in centro città: «Ci affidiamo a una decina di corriere diversi a seconda delle destinazioni: i tempi della consegna sono fondamentali così come il packaging affinchè il cibo arrivi in maniera perfetta al cliente. Per ora in 30 minuti dall’ordine consegniamo in città e nell’hinterland». Tutti dettagli che i due giovani hanno limato giorno dopo giorno: «Gli ordini si effettuano on line dal sito flyingfood.it o da Facebook, con pagamento dal sito via carta di credito. Il costo della consegna è di 3 euro».

Il sogno? «Estenderci con la diffusione dei ristoranti e usare Bergamo come base per replicare il modello in altre città. Non avere catene di appoggio ci permette di essere più flessibili, ma significa anche partire da zero. Cerchiamo anche di offrire un’alta qualità con eccellenze bergamasche. Un grazie ai locali che ci stanno danno fiducia». Matteo intanto continua a lavorare sul progetto: «Puntiamo molto sulla pausa pranzo e il servizio è 24 ore su 24, senza giorni di riposo. Abbiamo inserito abbonamenti, un servizio di punti fedeltà, incentivato da un lavoro di comunicazione social che sfrutta soprattutto Facebook». Il progetto è stato completamente autofinanziato: «Siamo partiti con una base di circa 10 mila euro – continua Matteo -. Come start up puntiamo ora a valutare possibili agevolazioni o sostegni come nuova impresa giovane». Con ottimismo, ma consapevoli delle difficoltà: «Vogliamo anche implementare i corrieri: ne stiamo cercando di nuovi, per rafforzare il servizio e la velocità». 


Fabiana Tinaglia Giornalista de L'Eco di Bergamo

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