Venerdì 19 Settembre 2014

Si estinguono i mestieri artigiani
A Bergamo sopravvive l’ombrellaio

Dall’arrotino ambulante al calderaio stagnino che ripara le pentole, dallo spazzacamino fumista al maniscalco per cavalli da corsa o bovini, o a chi costruisce canestri. Sono tanti i mestieri artigiani a rischio estinzione in Lombardia: la Camera di commercio di Milano ne ha censiti decine, stabilendo che a Bergamo almeno una categoria resiste: quella degli ombrellai.

Fino a qualche decina di anni fa erano centinaia di migliaia gli artigiani sparsi in tutta Italia ad occuparsene, ora si sono ridotti in 17 mila le imprese, quasi tutte individuali, che la modernità non ha cancellato, di queste più di 2 mila hanno sede in Lombardia (12,5%). Sono soprattutto falegnami: 128 a Bergamo, oltre 700 in tutta la Lombardia. In provincia poi ci sono ancora 96 calzolai, 30 corniciai, 9 maniscalchi, 6 spazzacamini, ma l’aspetto più curioso è legato a quei 4 ombrellai che resistono (e quest’anno, con l’estate tra le più piovose dell’ultimo secolo, hanno avuto il loro daffare)così come i canestrai. Sulla carta paiono davvero pochi, ma se si pensa che in Lombardia, queste due attività raggiungono a malapena la quindicina di unità, si può concludere che uno su tre ha ancora qui una sua attività.

Peraltro Bergamo, nella curiosa classifica nazionale in cui si misura il peso specifico degli antichi mestieri rispetto alla totalità delle attività, risulta al tredicesimo posto in Italia, con 309 artigiani, che rappresentano l’1,8% del totale (prima è Roma, seguita da Bolzano).

Tra le curiosità a livello nazionale i dati della Camera milanese rivelano che, Bolzano è prima per falegnami, spazzacamini e mugnai, Milano per maniscalchi, Roma per calzolai e corniciai, Chieti per ricami, pizzi e merletti, Padova per arrotini e Sassari per calderai

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