Giovedì 27 Febbraio 2014

Zonca: il bilancio è positivo

Saremo nel Cda di Banco Popolare

Cesare Zonca
(Foto by Bedolis Foto)

Nonostante i risultati possano esser letti non positivamente, il bilancio è da considerarsi positivo e, dato il periodo che si sta vivendo e questi mesi così importanti per il Credito Bergamasco, è stato un successo. Questo in sintesi il pensiero di Cesare Zonca che commenta i dati dell’istituto di credito da lui presieduto.

L’ultimo bilancio Creberg conferma infatti a 0.55 euro il dividendo per le azioni, in un anno che è stato penalizzato da una serie di fattori non ricorrenti, tra cui in particolare gli oneri connessi alla definizione in via extragiudiziale della vertenza riguardante le contestazioni mosse dall’Agenzia delle Entrate nei confronti di operatività svolta dalla partecipata Banca Aletti fino al 2010, e gli accantonamenti a fronte di oneri per nuovi fondi di solidarietà e per incentivazioni all’esodo del personale.

Inevitabile un commento sulla recente incorporazione all’interno del Banco Popolare: «Non poteva essere rifiutata - ha ribadito Zonca -. Le motivazioni erano serie e la fusione è stata necessaria. Con garanzie e rassicurazioni molto importanti che hanno reso il processo di incorporazione più facile». Cesare Zonca si riferisce al mantenimento dei dipendenti e delle filiali, così come alla garanzia del riconoscimento di due milioni di euro l’anno per la Fondazione Creberg «affinchè possa continuare la sua opera culturale e scientifica sul territorio». Proseguirà anche il sostegno alla Fiera e al Creberg teatro, così come è confermata la quota in Sacbo, con la novità di un inserimento nell’Ente Fiera con 750 mila euro.

Inoltre, è confermata una partecipazione bergamasca nel Consiglio di amministrazione del Banco Popolare, che in totale ha 230 mila soci, di cui 20 mila del Credito Bergamasco.Zonca parla quindi anche del mondo imprenditoriale bergamasco: «È vero, c’è una difficoltà di concedere credito in questa fase economica, ma bisogna anche dire che gli imprenditori di oggi non hanno il coraggio di investire». Un immobilismo che diventa controproducente, mentre sul neo premier Renzi commenta: «Se fa solo due terzi di quello che ha dichiarato, sono contento per il futuro del paese».

© riproduzione riservata