Bergamo, la culla del sapere di domani

Bergamo, la culla
del sapere di domani

Si apre oggi BergamoScienza, il festival dedicato alla cultura scientifica, a chi fa ricerca e immagina un mondo sempre nuovo, all’homo sapiens che si pensa e pensa all’universo, e a tutti coloro che subiscono il fascino delle nuove frontiere della conoscenza. «Esiste un solo bene, la conoscenza, e un solo male, l’ignoranza» è la citazione di Socrate che fa da sfondo alla tredicesima edizione del festival. Grandi scienziati e premi Nobel discuteranno di cosmologia e scienze della vita, matematica e robotica, neuroscienze e astrofisica, biologia e ambiente.

BergamoScienza è un evento molto amato e condiviso, con conferenze, laboratori e un grande coinvolgimento della comunità, delle scuole e dei giovani. Il festival s’inserisce in un’ampia offerta che rivela il fermento culturale della città e del territorio, dove si colgono elementi di rinascimento intensi e partecipati. Anche l’Università è attiva nella vita culturale della città con oltre 400 eventi aperti alla collettività, tra seminari e conferenze nell’ambito della conoscenza tecnico-scientifica e del sapere umanistico. Molte altre sono le manifestazioni che condividono il sostegno convinto delle istituzioni locali, la generosità di un diffuso volontariato, la gratuità degli eventi, il coinvolgimento attivo di scuole e giovani. La stessa storia di BergamoScienza ci ricorda che quando persone di buona volontà condividono con intelligenza e generosità il medesimo progetto accadono cose che, solo poco tempo prima, si ritenevano difficili o impossibili da realizzare.

Creare una nuova cultura della divulgazione scientifica è tra degli obiettivi di BergamoScienza, nella consapevolezza che la crescita del benessere dell’umanità deve molto al sapere scientifico e tecnologico. La storia ci ricorda che due secoli fa prima della rivoluzione scientifica la vita per la maggior parte delle genti era amara, brutale e breve. Il ritmo dei mutamenti sociali era molto lento e non osservabile nel corso dell’esistenza di molte generazioni. Ma poi, dalla seconda metà dell’Ottocento, le applicazioni delle scoperte scientifiche sono diventate lo strumento in virtù del quale la maggior parte degli uomini ha potuto fuggire dalla deprivazione, aggiungere anni di vita, liberarsi dalla fame e dalla fatica, perseguire la salita nella scala sociale.

Una rigorosa cultura scientifica si affianca oggi alla tradizionale cultura umanistica e l’interazione delle due culture accompagna la consapevolezza che i grandi progressi tecnico-scientifici generano valore quando compresi, gestiti e sostenuti in stretta connessione con i valori umani. È esperienza comune che non tutti i problemi del mondo possono essere risolti grazie all’applicazione dei principi scientifici; alcune qualità, l’amore, l’eleganza, la giustizia sociale, l’emozione, la compassione, per non dire dei moti dello spirito, non possono essere oggetto di calcoli scientifici. L’equazione della felicità non è stata ancora inventata. Le due culture, quella tecnico-scientifica e il sapere umanistico, sono solo parte di ciò che intendiamo con “cultura” e una rappresentazione con varie sfaccettature di una grande impresa intellettuale che le trascende tutte.

La cultura è strumento per il progresso dell’umanità e un mezzo per liberare il mondo dalla fame, dalle malattie, dai conflitti e dalle contrapposizioni. È quindi indispensabile che i candidati alla guida del XXI secolo posseggano una visione delle cose che recuperi il valore del pensiero critico, l’approccio imprenditoriale, il dono della creatività e allo stesso tempo la comprensione degli strumenti che il progresso scientifico ha messo a disposizione.

A questo proposito John Brockman, in una visione unitaria del sapere, ha introdotto l’idea di Terza Cultura come l’insieme di scienziati e pensatori che attraverso il proprio lavoro e i propri scritti sanno dire cose nuove e interessanti sul mondo e su noi stessi. E lo fanno raccontando e divulgando le proprie idee direttamente a un pubblico vasto, diffondendolo oltre i confini angusti dell’accademia o delle specializzazioni estreme.

BergamoScienza con un approccio alla divulgazione rigoroso, critico e chiaro nell’intero processo di educazione al sapere, soprattutto dei giovani, incarna l’idea di Terza Cultura. La capacità di trasmettere al mondo la conoscenza evidenzia che è fuorviante ritenere che da una parte ci sia la cultura scientifica e dall’altra la cultura umanistica: in realtà da una parte ci sono cultura e conoscenza, mentre dall’altra c’è solo ignoranza. Ed è attraverso la conoscenza che possiamo fare per libera scelta ciò che altri fanno per costrizione, paura o ignoranza.

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