L’incognita Hillary Molti tifosi, tanti errori

L’incognita Hillary
Molti tifosi, tanti errori

Molti europei non riescono a capacitarsi di come, a poche ore dall’ apertura delle urne (ma un quarto degli americani ha già votato), il risultato sia ancora in bilico. Hillary Clinton ha l’ appoggio quasi unanime dei media anche a livello internazionale, gode dei favori dell’ 80% dei Vip, dispone di molti più soldi di Trump, ha una formidabile macchina elettorale e viene giudicata la candidata di gran lunga più preparata per guidare la Casa Bianca nei difficili anni che ci attendono. Nei tre dibattiti televisivi con il suo avversario ha sempre vinto, sia pure senza mai infliggergli il colpo del ko.

Ha dalla sua la demografia, perché i bianchi che in maggioranza votano repubblicano sono in diminuzione mentre neri ed ispanici, base del suo elettorato, sono ovunque in aumento. Ha un programma pragmatico e centrista, con ampie aperture sociali ma senza promesse irrealizzabili. Soprattutto ha un avversario che sa parlare alla pancia della gente, ma è volgare, quasi primitivo e privo di qualsiasi esperienza politica e platealmente ignorante dei problemi del mondo. Stando così le cose, come mai Hillary dovrà combattere fino all’ ultimo voto? Le ragioni sono molteplici, e spesso si intrecciano tra loro. Proviamo a esaminarle una per una, non necessariamente in ordine di importanza.

1) La signora non è simpatica, ha poco carisma e decine di milioni di americani la giudicano arrivista e opportunista, arrivata al vertice soprattutto perché è stata la moglie di un presidente molto popolare. Inoltre, dopo l’ era dei Bush, non sono entusiasti dell’ idea che nasca una dinastia Clinton. E molti, senza magari confessarlo, sono contrari ad avere un «comandante in capo» donna.

2) L’ etichetta di «disonesta» (crooked Hillary) che Trump è riuscito ad appiccicarle nei suoi innumerevoli comizi l’ ha fatta precipitare nella considerazione degli elettori e la perseguiterà anche se vincerà la presidenza. L’ accusa non è del tutto campata in aria. Ci sono indizi molto forti che abbia approfittato della sua posizione di Segretario di Stato per favorire la Fondazione Clinton, che ha ricevuto ingenti donazioni da Stati come l’ Arabia Saudita e il Qatar che adesso potrebbero presentarle il conto. Negli ultimi anni, ha tenuto conferenze remunerate con centinaia di migliaia di dollari per alcuni dei giganti della finanza e dell’ industria, come la Banca Goldman Sachs, che hanno molto arricchito la famiglia.

3) Quando era Segretario di Stato, ha usato la sua mail privata per comunicazioni che avrebbero dovuto rimanere riservate. In un primo tempo l’ Fbi ha concluso che ha commesso una grave imprudenza, ma nessun reato, e ha archiviato la pratica, salvo a riaprirla dieci giorni fa spiegando che altre decine di migliaia di messaggi erano stati trovati nel computer dell’ ex marito della più stretta collaboratrice e forse amica del cuore, la musulmana Huma Abedin. La rivelazione si è subito riverberata sui sondaggi. Poi ieri l’ Fbi ha precisato che la Clinton non è incriminata.

4) I media vicino a Trump, e soprattutto i social network, sono riusciti a diffondere la tesi che Hillary, dopo avere quasi imposto a Obama lo sciagurato intervento in Libia, è stata poi responsabile dell’ uccisione, da parte degli estremisti islamici, dell’ ambasciatore americano e di tre dei suoi collaboratori, gettando un’ ombra inquietante sulla sua capacità di governo.

5) Una campagna di insinuazioni, sempre condotta attraverso i social, ha convinto molta gente che a suo tempo ha «perdonato» il marito per l’ affare Lewinski solo per non compromettere le proprie ambizioni; e per buona misura, molti hanno anche aggiunto che nel frattempo è diventata «una predatrice».

6) Infine (e forse più importante di tutto il resto) gli americani insofferenti del sistema di potere di Washington, contrari alla globalizzazione, convinti di essere sfruttati da una élite di super ricchi e vogliosi, un po’ come i grillini, di rovesciare il tavolo, vedono in lei l’ incarnazione di quell’ establishment di cui vorrebbero liberarsi. E, almeno per chi sceglierà Trump o starà a casa, questo basta per cercare ad ogni costo di fermarla.


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