Lunedì 31 Marzo 2014

Abbassati, non vedo il cielo

Londra, il Big Ben

Lo skyline di Londra è fuori controllo» Lo pensano 70 intellettuali internazionali che hanno lanciato un appello dalle pagine dell’Observer, parte di una campagna per «salvare» la città da una rivoluzione urbanistica sospinta dalla bolla immobiliare.

Gli oltre 200 nuovi grattacieli in costruzione o ancora sulla carta che cambieranno per sempre la capitale sono visti come una seria minaccia alla storia e al panorama della metropoli. Fra i firmatari ci sono lo scultore Anish Kapoor, l’artista Antony Gormley, il filosofo Alain de Botton, l’autore Alan Bennett, l’architetto italiano Vittorio Gregotti, e la deputata laburista Tessa Jowell, che dovrebbe correre per la poltrona di sindaco di Londra nel 2016. Gli intellettuali si scagliano contro «i troppi edifici che hanno una mediocre qualità architettonica e che sono male ubicati».

Quindi non si rivolgono a grattacieli come lo Shard progettato da Renzo Piano e il cosiddetto Gherkin (cetriolo), che già sono diventati simboli della città. Chiedono che venga creata dal comune della capitale una «commissione skyline» che si occupi di valutare l’impatto di tutti i nuovi progetti. «É scioccante che un cambiamento così profondo sia fatto con così poca consapevolezza da parte dei cittadini», ha detto Rowan Moore, critico di architettura per l’Observer . «Queste torri non rispondono alle esigenze di alloggio nella città, ma alla bolla degli investimenti internazionali nel mercato immobiliare di Londra» ha aggiunto. In effetti, dei 200 palazzi con almeno venti piani che trasformeranno Londra in una New York europea, tre-quarti ospiteranno appartamenti di lusso, rivolti soprattutto ai ricchi stranieri.

© riproduzione riservata