L’inutile diga

L’Italia è un museo a cielo aperto, lo confermano le opere compiute nei millenni e anche quelle incompiute da quasi un secolo. È il caso di una diga, vicino al paesino di Chiauci in Molise, pensata nel 1922 e non ancora operativa nonostante la spesa di 124 milioni di euro.

Pensate che uno dei più fieri oppositori al manufatto fu Antonio Cardarelli, che si fregiava del titolo di senatore del Regno d’Italia. Siamo di nuovo dentro uno di quei paradossi politico-amministrativi per i quali andiamo famosi nel mondo. L’opera c’è, è stata realizzata a singhiozzo partendo dal 1985, ma non è in grado di funzionare perché mancano manufatti accessori di primaria importanza per i quali latitano i fondi (servirebbero altri 25 milioni). Nonostante ciò, nel 2011 la diga fu perfino inaugurata con tanto di nastro tricolore tagliato e servizio Tv regionale. E si cominciò a riempire l’invaso con quattro milioni e mezzo di metri cubi, vale a dire circa un terzo della capienza.

La situazione di stallo è imbarazzante e - come testimonia un ottimo servizio del Corriere Tv - un simile monumento all’inutilità (strapagato dai contribuenti) col tempo è pure diventato una palla al piede. In previsione del lago artificiale erano stati realizzati un baby park per bambini, campi di calcio, un piccolo anfiteatro per spettacoli estivi e pure una piazzola per elicotteri. Tutto lasciato alla cura del tempo e del vento. Con la beffa finale, come spiega il sindaco di Chiauci: «Avevamo una cascata di 60 metri che d’estate attirava le famiglie. Con lo sbarramento del fiume è scomparsa». Così resta la diga, che non riesce a fare argine neppure ai peggiori pensieri.

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