Oggi con la Lazio prove di impresa Il 26 arriva la Juve

Oggi con la Lazio
prove di impresa
Il 26 arriva la Juve

I risultati della domenica calcistica hanno momentaneamente fatto scivolare l’Atalanta all’undicesimo posto, a tre punti da Roma e Sassuolo che occupano la sesta posizione, l’ultima utile per entrare in Europa League (ma non si dimentichi che se la Coppa Italia la vincerà una delle prime sei della serie A, come sempre accade, verrà buona anche la settima per il lasciapassare internazionale).

È chiaro che, per non perdere il contatto con le rivali di questo campionato nel campionato, stasera i nerazzurri sono chiamati a confermare la riscossa di Udine e a fare bottino pieno con la Lazio. Che però non è l’Udinese. I biancocelesti, squadra di prima classe per posizione di classifica (quinta a +4 su Gomez e compagni) e per qualità di gioco e interpreti, rappresentano un buon banco di prova in vista della prossima partita in casa, quella di Santo Stefano con sua maestà la Signora (in mezzo ci sarà la trasferta di sabato a Marassi contro il Genoa).

Confronto difficile con La Lazio di Simone Inzaghi – che Gasperini non ha ancora battuto ed è ora – ma capita al momento giusto: avversari in calo, mentre l’Atalanta sta bene e, dopo due giornate di squalifica, rientra fresco come una rosa Ilicic, la punta di diamante. Se aggiungiamo che Zapata si è sbloccato, davanti le cose si sono messe bene e tutti devono preoccuparsi dell’attacco nerazzurro, Juve compresa. Stasera bisognerà coprirsi bene però, affinché la difesa non prenda freddo: Immobile fa sempre paura, guai a concedergli campo. Ma, non si può negare, a Bergamo l’attesa che monta è quella per la partita di mercoledì 26 con i bianconeri. Su entrambi i fronti. A noi importa la sponda nerazzurra: sarà importante presentarsi all’appuntamento con il morale alle stelle, quindi con più punti possibili strappati a Lazio e Genoa, la concentrazione verrà da sola di fronte ai campioni d’Italia. E a Cristiano Ronaldo: Allegri non faccia lo scherzo di farlo riposare proprio quel giorno, negandogli il nostro palcoscenico, dove l’Atalanta non teme neppure i marziani e, anzi, si esalta di fronte ai fenomeni. Un eventuale colpaccio (la marcia di avvicinamento è cominciata con i pareggi per 2-2 delle precedenti due stagioni) sarebbe ancora più prestigioso. Diciassette anni dopo il 2-1 in campionato firmato Lorenzi e Ventola.


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